Amsc, il Pd torna all’attacco
Nuovo lungo documento che chiede interventi per rsanare la società e critica la gestione del management
Il Partito Democratico di Gallarate torna all’attacco dei conti di Amsc, la società multiservizi controllata dal Comune: «La situazione, ormai a poche settimane dalla chiusura dell’esercizio finanziario, appare estremamente preoccupante – si legge in un lungo documento diffuso dal Pd cittadino -. Secondo le analisi effettuate, i conti al 31 dicembre 2008 dimostreranno purtroppo in modo impietoso il grave ritardo sul versante del risanamento a causa della mancanza di interventi assolutamente indispensabili. Di conseguenza, la previsione relativa al prossimo anno, che sarà purtroppo caratterizzato da una pesante crisi recessiva ormai inevitabile, è di vivo allarme. Nessuna misura strutturale è stata messa in atto nel corso del 2008 per modificare una situazione gestionale e amministrativa che già al termine del 2007 presentava un deficit superiore a 3.700.000 euro per le due sole capogruppo, Amsc e Amsc Impianti&Servizi. Temiamo inoltre di ritrovare una situazione ulteriormente peggiorata sul versante della posizione finanziaria netta, dove già erano state utilizzate riserve di cassa per più di 20 milioni di euro dal 2001 al 2007. Alla fine dello scorso mese di settembre il nove volte presidente Gioacchino Caianiello si è presentato in consiglio comunale con le linee guida di un “piano strategico e industriale”: era la fotocopia esatta del documento di sintesi redatto all’inizio dell’anno da una società di consulenza incaricata di indicare le possibili vie d’uscita per il gruppo Amsc. Si tratta di uno studio, già costato ben più di 100.000 euro, rimasto lettera morta fino a oggi. Non uno dei tempi di attuazione dei provvedimenti previsti da quel documento è stato rispettato – prosegue il Pd -. Il Partito Democratico chiede nuovamente e con forza un deciso cambiamento di rotta. Il consiglio comunale, rappresentanza di tutti i cittadini azionisti dell’azienda, deve essere messo in condizione di svolgere con continuità e frequenza stabilita la propria funzione di indirizzo e di controllo. Mentre tutte le ex municipalizzate italiane hanno adottato una strategia di alleanze e integrazione per creare gruppi solidi e di grande dimensione, ottenendo economie di scala, nell’ambito gallaratese si è invece seguita la strada opposta con il progressivo spezzettamento delle società. Questo fatto ha determinato, come immediata conseguenza l’abbandono di una politica tesa a salvaguardare innanzitutto la funzione sociale dei servizi prestati ai cittadini; la moltiplicazione dei posti di consiglieri, sindaci, revisori e consulenti con la conseguente lievitazione dei costi inerenti ai compensi erogati; l’accumulo delle relative Presidenze tutte in capo a una unica persona con il consolidamento di un centro di potere personale che ha poco a che vedere con gli interessi della collettività e che determina una situazione di confusione fra le funzioni di controllante e controllato; la creazione di uno “spezzatino societario” che, anziché rendere più efficienti i servizi e produrre migliori risultati, ha solo reso meno trasparente e verificabile la gestione con incroci operativi che – gestiti al di fuori di una logica di gruppo e quindi dei relativi obblighi di consolidamento di bilancio – rendono ancora più difficile la possibilità di valutare con chiarezza la situazione complessiva delle diverse attività svolte da Amsc».
Non solo critiche, però. Il Pd propone infatti soluzioni e linee di intervento: semplificazione e trasparenza organizzativa; concentrazione della attività sul territorio lasciando perdere avventure rischiose; cambio di management con scelte in base ai curricula e alle competenze; avviare un percorso strategico alla ricerca di nuove e più significative alleanze; rivedere i piani di investimento per teleriscaldamento e gas in generale, così come per l’acqua e per gli altri servizi utili solo a fare cassa; Infine per la gestione di rifiuti e trasporti servono altre scelte più coordinate e condivise al servizio dei cittadini: «Il 29 settembre scorso i consiglieri comunali del Partito Democratico hanno posto al presidente di Amsc una serie di domande precise sullo stato dei conti: sono trascorsi due mesi e la città è ancora in attesa di una risposta. Il PD chiedeva allora, nella sede istituzionale, di conoscere cosa fosse stato fatto, nei primi nove mesi del 2008, per riequilibrare la situazione finanziaria e gestionale del gruppo Amsc. Non volevamo vuote parole e programmi fumosi per il futuro: esigevamo dei dati precisi, relativi a provvedimenti concreti già adottati. Volevamo inoltre conoscere, a questo proposito, le cifre relative alla situazione di bilancio al 30 giugno con una documentazione chiara e completa in merito a tutti i debiti del gruppo. Queste domande, rimaste senza risposta, vengono oggi riformulate con questo documento».
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