Anche Legambiente contro l’impianto di Lonate Ceppino
Il coordinamento dei circoli varesini dell’associazione parteciperà alla manifestazione di sabato mattina: “Spiegare meglio il perché della scelta di quell’azienda”
riceviamo e pubblichiamo
Ancora una volta un impianto per il trattamento dei rifiuti, rifiuti di origine industriale in buona parte pericolosi , suscita allarme nei cittadini. L’autorizzazione all’ampliamento dell’oleificio Lepori a Cairate – Lonate Ceppino sconta le difficoltà della gestione del procedimento che non mette al centro una seria e diffusa informazione dei cittadini ed un loro coinvolgimento nel processo decisionale. Come sempre la legge viene rispettata, perlomeno nella forma e nei passaggi burocratici, ma pare non si voglia mettere a disposizione di tutti, senza faticosi passaggi, le informazioni, spiegare i rischi, valutare le condizioni ed i vantaggi che rendono opportuna o meno una pur legittima iniziativa di un imprenditore del settore.
Ancora una volta la criticità della proposta viene dalla localizzazione: un’area, certo industriale da tempo, ma che oggi non è compatibile con una attività a rischio, che non ha più bisogno di sfruttare il corso dell’Olona, ma anzi proprio dal fiume vede venire i maggiori pericoli e controindicazioni.
Come si può conciliare l’attività che presenta rilevanti rischi e, in ogni caso, stocca materiali tossici o pericolosi con il rischio certo di esondazione del fiume?
Se è sicuramente utile migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza dell’impianto esistente altrettanto indispensabile sarebbe attuare un programma di delocalizzazione di tali impianti.
Quanto alla proposta dell’impianto Kataoil per la produzione di energia elettrica ci pare risponda solo alla logica legata agli incentivi all’utilizzo dei rifiuti come malintesa fonte alternativa o assimilata alla biomassa. Se proprio non si può fare a meno di un “business” che lo si faccia sulle vere fonti rinnovabili: solare o mini idroelettrico.
Ben venga quindi la mobilitazione dei cittadini e delle associazioni della Valle Olona che, in ogni caso, garantiscono il confronto e la discussione che le procedure istituzionali proclamano ma non riescono o vogliono realizzare.
Senza scelte partecipate non vediamo prospettive positive né per l’ambiente e la salute dei cittadini né per il futuro produttivo della Valle Olona.
Sosteniamo il “Comitato per la promozione della vita e la difesa dell’ambiente” di Lonate e l’”Osservatorio per la Salvaguardia della Valle Olona” e partecipiamo alle iniziative indette per sabato 29 novembre.
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Loro ne fanno già parte
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