Code alla Cgil per la Social card
La gente affolla gli uffici della Camera del Lavoro per chiedere informazioni su come ottenerla. Venerdì 12 dicembre sciopero generale. Servizio pullman da Busto Arsizio, Gallarate, Saronno, Tradate, Luino e Besozzo
«Il 12 dicembre a Varese facciamo uno sciopero generale di 8 ore perché qui, più che in altre parti, stiamo vivendo una crisi pesante che investe tutti i settori. Il dato dell’incremento della cassa integrazione e della mobilità è del 40 per cento. La situazione è grave, la social card e gli altri annunci fatti dal governo sono insufficienti per affrontare la crisi». L’intento di Franco Stasi, segretario generale della Cgil, è quello di lanciare un messaggio chiaro all’opinione pubblica. Quella stessa opinione pubblica che ha preso letteralmente d’assalto gli uffici del patronato Inca Cgil per chiedere informazioni sulla Social card introdotta dal ministro Tremonti. «Per ottenere questo rimedio poco dignitoso e molto lontano da un rimedio di solidarietà, bisogna produrre un certificato Isee (indicatore della situazione economica equivalente ndr) e fare una serie di adempimenti, per poi scoprire magari che non si ha diritto. Il governo faceva prima a metterla direttamente nella pensione con un’autocertificazione, avrebbe creato meno problemi ai lavoratori». Il sindacato pensionati della Cgil ha calcolato che in provincia di Varese la social card potrebbe essere richiesta da almeno 50 mila persone. (foto, da sinistra: Gianmarco Martignoni, Marinella Magnoni, Franco Stasi)
Venerdì 12 dicembre non si manifesterà solo contro la crisi economica, ma anche per difendere l’occupazione, il potere d’acquisto dei salari, la giustizia sociale e la democrazia sindacale. Un’attenzione particolare va ai precari e agli interinali, i lavoratori che più di tutti sono esposti alla bufera della crisi. «In Italia sono 450 mila – continua Stasi – nella sola Lombardia sono 180 mila. Per loro non ci sono ammortizzatori sociali e coperture. Il governo ha approvato il piano anticrisi in dieci minuti ignorando le indicazioni che noi avevamo dato a partire dalla detassazione della tredicesima. E invece vengono detassati gli straordinari. Fumo negli occhi, perché in un periodo di crisi economica come questa non si fanno straordinari».
Altro problema è per i lavoratori immigrati extracomunitari il cui permesso di soggiorno è legato al posto di lavoro. La Cgil aveva chiesto di sospendere per due anni, la durata della crisi, gli effetti della legge Bossi-Fini . «A Varese – conclude Stasi – abbiamo cercato di mettere in campo il più ampio ventaglio di proposte, compresa la difesa dei valori costituzionali e quelli derivanti dalla Resistenza. L’uccisione del lavoratore egiziano a Saronno e le scritte nazifasciste fuori dalla sede del’Anpi di Tradate sono segnali preoccupanti per la nostra provincia e per tutto il sindacato. È giusto ribadire con forza che questa non è una manifestazione contro Cisl e Uil, con cui stiamo portando avanti coerentemente le piattaforme sottoscritte unitariamente».
Il corteo partirà alle 9 e 30 da piazza Repubblica a Varese. In piazza del Garibaldino si terrà il comizio conclusivo di Elena Lattuada segretario regionale della Cgil. Un servizio di pullman è a disposizione dei lavoratori di Busto Arsizio, Gallarate, Tradate, Saronno, Besozzo e Luino.
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