Duemila anni fa: la Palestina in una stanza
Com'era la Terra Santa al tempo della nascita di Gesù? La risposta nel plastico realizzato da Franco Alfieri dopo quattro anni di lavoro: “È come sentire quelle terre sempre vicino a me”
La Palestina in una stanza. In una grande stanza, da Bersabea a Dan, dal Pozzo di Abramo fino a Haifa. Il tutto con i nomi delle città, i luoghi, i sentieri di duemila anni fa, quando nacque Gesù a Betlemme. Franco Alfieri ha impiegato quattro anni a realizzare questo plastico che riproduce l’intera Terra Santa: non un presepe, ma una vera e propria miniatura basata su una mappa satellitare e sulla Bibbia. “Sono geometra, ora pensionato, mi sono sempre occupato di consulenza sulle strade, posso dire tranquillante di essere sempre stato in mezzo a un strada – racconta ironico e orgoglioso il 69enne -. In questi quattro anni non sono sempre stato in questa stanza, non scherziamo, ma di tempo ce ne è voluto per realizzare questa impresa”.
Il plastico è in una scala di 1: 50.000 ed è lungo oltre cinque metri per tre di larghezza. L’intera stanza, con il camino, è dedicata a quest’opera, con tanto di ruscelli e Mar Morto “in movimento”, con musica natalizia e luci nelle case.
Alfieri mostra con fierezza tutte le riproduzioni: “Le ho realizzate tutte io, non ci sono casette precostruite, ho fatto tutto a mano. Ho utilizzato una storica guida che porto sempre con me nei viaggi in Terra Santa. Questa, che riporta la storia dei luoghi, unita alla lettura della Bibbia, mi ha permesso di conoscere ogni angolo di questa terra. Per la cartografia ho utilizzato anche la mappa satellitare che vede appesa alla parete”.
Franco racconta di essere stato almeno una decina di volte in Palestina dal 2000 a oggi, da quando venne colpito da un infarto. “Per me è come se fosse una seconda casa: ricostruire quella terra in questa stanza, è come sentirla sempre vicino a me, un modo per rendere omaggio a quel territorio. Quando mi reco in Palestina vado sempre dietro al Monte degli Ulivi, un luogo per me speciale. Ci tornerò anche la prossima pasqua”.
“Ho scelto di realizzarlo con i nomi, i sentieri e le strade di duemila anni fa perché a nessuno sarebbe servito un plastico di una Terra che quasi non esiste più – prosegue Alfieri -. Scriva pure tutto quello che vede: se trova qualcuno che ha fatto qualcosa di più grande, di migliore, o anche di più bello, sarei proprio curioso di vederlo”.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
ClaudioCerfoglia su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.