La droga varesina? Scoperta con le intercettazioni

Riforme e conseguenze delle riforme. Le inchieste in provincia guardano alla saggezza del parlamento

Torna la riforma della giustizia in agenda, come primo punto del governo, dopo le feste, e nelle priorità si parla di giustizia lenta e di processi che durano sette anni, ma anche e soprattutto di separazione delle carriere e limitazione delle intercettazioni telefoniche.

La seconda misura, forse la più desiderata dal potere politico, torna come sempre dopo una carrellata di verbali finiti sui giornali, questa volta a carico di esponenti del Pd, anche per fatti non penalmente rilevanti ma ugualmente politicamente dannosi per gli interessati, come quelli a carico del figlio dell’onorevole Di Pietro.

Tutto vero, ma in molti pensano: non è che per evitare lo sbertucciamento dei politici, si rischia di dare armi spuntate alle forze dell’ordine?

La giustizia è amministrata, nella pratica, dalla polizia giudiziaria, dai magistrati, dalle procure e ogni riforma deve tenere contro delle conseguenze. Qualche esempio. Le ultime due operazioni antidroga dei carabinieri e della polizia sono state effettuate con un uso efficace delle intercettazioni telefoniche. In particolare, nell’operazione “dagadrè”, condotta dalla squadra mobile e dalla procura di Varese, le indagini sono state effettuate mettendo sotto controlli i telefoni di spacciatori italiani, albanesi e marocchini, e le intercettazioni sono state fondamentali.

Perchè il mercato della droga è gestito da piccole consorterie di commercianti illegali, che comprano e vendono, tutto per telefono, fanno ordini, danno appuntamenti, creano parole d’ordine mascherate, e si espongono così molto facilmente al lavoro degli investigatori esperti.

Lo spacciatore sotto casa, quello al bar, il consumatore che prende droga e nella notte lancia l’auto come un’arma contro altri automobilisti; i piccoli venditori che alle stazioni di Varese difendono lo spaccio minuto con il coltello e spaventano i passanti e le donne; il grande venditore che importa dall’Olanda e nasconde la roba in giardino: tutti questi manovali, tutti gli attori, insomma, che insieme producono quello che viene definito l’allarme sicurezza, gestiscono i loro traffici per telefono.

Nell’operazione della squadra mobile, è stato intercettando tutti i livelli di spaccio, che gli inquirenti hanno ricostruito la catena telefonica dei malviventi, e scoperto due linee di rifornimento di cocaina e hashish. Il parlamento deve essere al corrente di tutto questo.

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Pubblicato il 27 Dicembre 2008
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