“La preghiera è regolare. Non gettiamo benzina sul fuoco”

L'assessore Cazzola ha risposto ad una interrogazione leghista relativa alla preghiera islamica in un centro sportivo: "Rimarrò sempre a disposizione di chi rispetta la legalità"

La questione moschea continua ad agitare il Consiglio Comunale. Dopo il venerdì di preghiera a Casorate e il confronto a più voci che ne è seguito – compresa una interrogazione leghista -, i fedeli di Allah sono rientrati a Gallarate, ospiti (paganti) di un centro sportivo che ha affittato al “Centro Culturale Islamico” un padiglione adattato a sala di preghiera.

La soluzione temporanea non è andata a genio alla Lega Nord, che ha presentato una interrogazione urgente al Consiglio Comunale. «I proprietari dell’immobile – si legge nel testo presentato da Antonio Trecate – secondo il nostro parere non avrebbero potuto dare in uso la propria struttura a persone per svolgere attività di culto», in quanto «la Società Sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, in quanto tale, ha come oggetto sociale l’esercizio e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche». I leghisti hanno chiesto dunque per quale motivo non si sia intervenuti e quali permessi o autorizzazioni siano stati richiesti al Centro Culturale Islamico.

Articolata ma ferma la risposta dell’Assessore alla Sicurezza Paolo Cazzola: «Gli indirizzi di intraprendere solerti trattative private per addivenire in breve tempo ad una soluzione dignitosa che consentisse loro di svolgere la propria attività di libero culto in strutture compatibili sono il frutto del recepimento di una chiara linea guida emersa in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica» ha esordito Cazzola. L’aprirsi dei cancelli della struttura sportiva non ha creato «nessun allarmismo» nell’Amministrazione: «le auspicate trattative private hanno finalmente portato all’individuazione di una struttura idonea e compatibile il cui perimetro insiste in una zona riservata dal nostro PGT ad attrezzature private a carattere comunitario o di interesse collettivo atte ad ospitare manifestazioni anche di carattere religioso». L’assessore ha concluso ricordando come «l’aria di maggiore serenità che si respira oggi» sia il frutto dell’impegno dell’Amministrazione e della Polizia Locale, nonché del «senso di responsabilità della Comunità Islamica che mai si è sottratta all’irrinunciabile principio dell’osservanza incondizionata delle norme dell’Ordinamento giuridico italiano».

Se la prima parte dell’intervento ha chiarito il quadro attuale, la seconda parte della relazione dell’Assessore ha fornito spunti di più ampio respiro e ha incassato l’approvazione non solo della maggioranza, ma anche dell’intera opposizione (Lega esclusa, ça va sans dire). «Ferma restando la lotta alla criminalità derivante dall’immigrazione clandestina, – ha continuato Cazzola – ribadisco l’intenzione di porgere una mano a coloro che fanno della legalità e della pacifica convivenza un fatto principale». Legalità indicata come unico spartiacque tra immigrazione come risorsa positiva e «fenomeni illegali che reca con sé in valigia la condizione di clandestinità». Il rispetto dei diritti dei migranti, compreso quello inalienabile di professare la propria fede è visto come strumento e insieme risultato della piena integrazione nella realtà sociale italiana. Nell’intervento anche un riferimento al rispetto delle differenze finalizzata al quella che si potrebbe definire “reciprocità al rialzo”: «proprio in ciò risiede anche la migliore forza di quell’Europa dalle radici cristiane che, a prescindere da ciò che accade in casa altrui, sa ricambiare con monete di libertà sonante e concreto esempio di virtù coloro che, seppur di fede diversa, dimostrano nei fatti di volere e sapere rispettare ogni comma ed ogni articolo delle nostre Leggi».
La conclusione è infine tutta orientata a riprendere la condotta leghista delle ultime settimane, compresa la provocazione del furgone parcheggiato in via Peschiera: «a Gallarate non ci deve essere spazio libero né per la clandestinità,  tanto meno  per atteggiamenti di esasperazione che rischiano di minare ai fondamenti stessi dell’ordine pubblico con dichiarazioni ed azioni gratuitamente provocatorie che sembrano più tese a buttare gocce di benzina sul fuoco, che a suggerire strumenti idonei per creare condizioni di maggior sicurezza e benessere sociale per i cittadini tutti».

I contenuti non sono evidentemente piaciuti ai consiglieri leghisti, che hanno abbandonato l’aula, dicendosi poi «molto irritati» dall’atteggiamento dell’Assessore e del Presidente del Consiglio Comunale, che ha concesso a Cazzola un tempo superiore a quello standard per risposte alle interrogazioni. L’intervento dell’assessore ha invece incassato l’applauso della maggioranza e  l’apprezzamento (espresso personalmente fuori dall’aula, non essendo previsti interventi) dei consiglieri di minoranza. Che i tempi siano maturi per una soluzione definitiva e condivisa dell’annosa questione?

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Pubblicato il 02 Dicembre 2008
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