Lombardia, terra di stranieri
Da un'indagine della Camera di commercio di Milano emerge che un residente su venti non parla italiano. Elevata anche l'imprenditorialità straniera
La Lombardia? Una torre di Babele.
Sicuramente non siamo al caos linguistico, ma, nella nostra regione, è abbastanza facile sentire conversazioni in altri idiomi. Da uno studio della Camera di commercio di Milano risulta che più di un residente lombardo su venti non parla abitualmente italiano ma in famiglia usa una lingua straniera. Circa mezzo milione di persone, quindi, abbinano italiano a egiziano, romeno, marocchino, cinese, albense, ecc.
E lingua significa anche cultura, tradizioni, cucina e modo di vivere diversi.
Il fenomeno è in netta crescita: nel 2000 infatti la percentuale di chi parlava in famiglia un’altra lingua rispetto a italiano e dialetto non superava il 2% in Lombardia. Oggi la percentuale è alta soprattutto per le province di Brescia (7,5%) e Mantova (6,8%). Varese è decisamente sotto la media regionale ( 8,5%) con il 6,5% e oltre 56.000 stranieri, mentre Bergamo è perfettamente in linea con l’8,4% e quasi 90.000 cittadini stranieri. Decisamente sotto media è Sondrio dove la fetta internazionale è appena del 3,4%.
Per quanto riguarda il settore imprenditoriale, decisamente in crescita è la presenza internazionale con oltre 52 mila ditte con titolare straniero. Le lingue presumibilmente più usate su questi posti di lavoro, se si considera la nazionalità del titolare, sono l’arabo egiziano (6.289 imprese) e il rumeno (5.977 attività).
La multietnuicità lombarda emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al secondo trimestre 2008 e Istat a gennaio 2008 e da una stima della Camera di commercio sul rapporto Istat “La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere”, anni 2006-2000.
La maggiore concentrazione di ditte lombardo-straniere è a Milano con quasi una su sei (15,6%) e a Lodi (12,6%). Per numero di ditte sempre prima Milano (quasi 24 mila), seguita da Brescia (7.084) e Bergamo (4.712). E il 65,3% degli imprenditori egiziani in Italia ha la propria attività in Lombardia, dove si concentra anche il 50,5% dei titolari di ditte peruviani e il 25,3% di quelli provenienti dal Pakistan.
Tra le province, poi, ci sono differenze per nazionalità: se a Milano prevalgono gli imprenditori egiziani, i marocchini sono invece la maggioranza a Bergamo, Lecco e Sondrio, i rumeni a Cremona, Lodi e Pavia, i cinesi a Brescia e Mantova, gli albanesi a Varese e i tunisini a Como.
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