Nuovo pronto soccorso, miglioriamolo con le vecchie virtù
Più ostinati di un mulo dell’artiglieria da montagna, i responsabili dell’assessorato alla sanità all’apertura del nuovo Pronto Soccorso continuarono ad affermare, contro ogni evidenza, che tutto andava bene, che i problemi di affollamento si sarebbero risolti in breve tempo, che il numero di medici e infermieri era adeguato. Sappiamo bene come è andata, ci sono voluti tre direttori generali perché si autorizzassero le opportune iniziative richieste dal buon senso e da chi ogni giorno viveva situazioni molto difficili
Con i sedici posti letto affidati a un’autorità in campo internistico come il dottor Bonoldi, il prossimo arrivo di un altro medico e una nuova organizzazione nell’immediato dovrebbero diventare eccezioni le lunghe attese e i trasferimenti dei pazienti in altri ospedali.
Ci sarà anche maggiore collaborazione da parte degli specialisti che in passato, a volte, chiamati in Pronto Soccorso, si facevano parecchio attendere. E ci sono singolari attese anche in reparto se è vero che una persona con l’organo più nobile che filava a razzo una volta ricoverata è stata seguita molto bene da aiuti e specializzandi, ma nella sua lunga degenza non ha mai visto il primario.
Il vecchio cronista ricorda il mitico Pronto Soccorso di Ermanno Montoli, dove ogni giorno venivano visitati e curati dai 300 ai 350 pazienti: allora c’era meno burocrazia, c’erano tutti i posti letto che servivano e i medici si assumevano la responsabilità totale di un paziente. I medici erano una dozzina, gli infermieri una ventina.
Numeri che oggi si sono più che raddoppiati in un clima mutato.
I cittadini infatti sembra viaggino con l’avvocato al fianco, cioè al minimo dubbio sull’operato del medico vanno all’assalto con denunce e richieste di danni. Nel 1973 mio padre morì per un’errata lettura di una radiografia. Non volli nemmeno sapere di chi fosse la responsabilità, né volli provvedimenti a suo carico da parte del “Circolo”. Chiesi invece a un medico di leggendaria sapienza scientifica e di infinita umanità, il professor Barbieri, di spiegare all’ interessato come e perché avesse sbagliato. Credo sia diventato un affidabilissimo dottore.
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