PD: I soldi per Expo 2015? si possono trovare
Il PD Lombardo azzarda due suggerimenti al Governo, che «Ormai è chiaro, ha detto che non metterà mano al portafogli»
«Ormai è chiaro. Il Governo non metterà mano al portafogli per finanziare l’Expo milanese. Il nulla di fatto del tavolo regionale dell’altro giorno è solo la ulteriore conferma che per le Infrastrutture lombarde non ci sono soldi». Per il PD Lombardo sull’Expo 2015 la faccenda è chiara, i problemi pure: «Il conto è noto, mancano circa 3 miliardi di euro. La maggioranza di centrodestra trova oggi nuovi alibi nella crisi economica e nella supposta necessità che i quattrini per Milano sarebbero meglio spesi altrove e per altre finalità. Al contrario noi del PD riteniamo che proprio la crisi rafforzi la necessità di lavorare al successo della manifestazione milanese».
Per i rappresentanti lombardi del Partito Democratico, infatti, è una questione di prospettive: «Un grande evento internazionale può rappresentare un contributo forte al rilancio della locomotiva economica del Paese con la creazione di nuove occasioni di impresa e di lavoro qualificato. Per queste ragioni è necessario fare l’impossibile per assicurare a Milano le risorse per finanziare le opere infrastrutturali previste negli allegati al dossier di candidatura approvati dal decreto di Palazzo Chigi. Non un euro però è venuto dalla Finanziaria 2009, né le parziali aperture sul rifinanziamento della legge obiettivo previsto dal cosiddetto decreto anticrisi, in discussione alla Camera, corrispondono alle nostre attese.».
Mentre invece delle possibilità esplorabili già esistono, secondo i rappresentanti dell’opposizione, in almeno due altre strade che possono rivelarsi fruttuose nella ricerca delle risorse mancanti: «La prima riguarda la linea di credito che il Ministro Matteoli ha ottenuto dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti): si tratta di 15 miliardi di euro finalizzati a grandi opere strategiche. Al momento non è ancora definito il possibile riparto, vi è dunque la possibilità di inserire il tema di Expo quale priorità. La seconda strada è oggi aperta dall’articolo 22 del decreto anticrisi, che estende le competenze della Cassa Depositi e Prestiti autorizzando l’utilizzo dei fondi per finanziare opere di interesse pubblico».
Per il PD lombardo dunque vi sono «Possibilità concrete da verificare per non deludere le attese dei milanesi e dei lombardi. Chiediamo, quindi, al Governo di impegnarsi a presentare al Parlamento una proposta concreta in ordine all’utilizzo di questi fondi che potrebbero dare finalmente a Comune di Milano, Provincia di Milano e Regione Lombardia la tranquillità di programmare le opere e le attività di Expo 2015».
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