Prove tecniche di rimpasto per un Comune in attesa di rilancio
Il tempo stringe più che mai, sono trascorsi invano anche gli "ultimatum". Immutate le posizioni in giunta dei partiti, dovrebbero esservi tre new entries e un "sacrificio"
A Palazzo Gilardoni, dove si continua a vivere sotto la spada di Damocle delle restituzioni alla Corte dei Conti, il momento di un rilancio almeno parziale dell’attività non è forse lontano. Sarebbe un regalo di Natale per una città che chiede un’amministrazione efficace, in grado di far fronte cioè alle non poche magagne e lentezze che offuscano l’immagine di una Busto Arsizio pur sempre dinamica e indaffarata, anche nei tempi grami che corrono. Qualche timido segnale si intravede: si ricomincia a discutere di iniziative rilevanti, sia sul piano urbanistico che su quello societario, e dopo mesi di braccio di ferro interno alle forze di maggioranza, sarebbe (condizionale d’obbligo) vicina alla conclusione anche la sfiancante telenovela sul rimpasto di Giunta, una maratona il cui traguardo appare come un miraggio nel deserto. Per mesi le correnti e "cordate" interne a Forza Italia, Lega Nord, An e Udc hanno battagliato in un confuso minuetto di difficile decifrazione. Nel frattempo il sindaco rifiutava persino l’uso della parola "rimpasto" e annunciava che avrebbe parlato coi fatti – quando ciò si dovrebbe verificare è stato l’interrogativo generale da luglio fino ad oggi.
La manovra dovrebbe consistere, alla fine nell’ingresso in Giunta, caldeggiato proprio dal sindaco dell’ex vicequestore Walter Fazio (ormai dato per sicuro) e di Franco Castiglioni – per lui, al momento presidente di Agesp Holding, carica che dovrà lasciare, un ritorno -mentre al bilancio arriverebbe per An una figura di docente di sicura professionalità. Secondo le indiscrezioni correnti a lasciare la Giunta sarebbe (anche qui condizionale d’obbligo) lassessore ai servizi sociali Chierichetti, che sconterebbe la difficoltà della propria corrente politica in Forza Italia, già esaltata dal polemico addio di Antonio Bandello ad Agesp Trasporti, società a sua volta "sacrificata".
Fermi restando il numero degli assessori (otto, ma da fine giugno si tira avanti con sei) e le proporzioni tra le forze, ogni partito ha avuto le sue grane. La Lega Nord ha alla fine confermato in toto la propria "squadra", non senza oscillazioni; Forza Italia subisce il contraccolpo, comunque non lievissimo, della prospettata sostituzione in corsa Chierichetti-Castiglioni. Alleanza Nazionale ha difeso con le unghie e con i denti il proprio ruolo in Giunta, salvaguardando in particolare il posto di Luciano Lista – le successive ipotesi di Checco Lattuada prima, e Ninetto Pellegatta poi appaiono al tramonto. I vertici cittadini di An peraltro sobbollono, e il partito, scaduti anche gli "ultimatum" lanciati qualche settimana fa, sarebbe al limite dello "sciopero politico" per l’esasperazione. Quanto all’Udc, aveva da tempo chiarito che alla nomina di Fazio, "tecnico", avrebbe aggiunto al richiesta di una posizione importante nel gruppo Agesp. E proprio quest’ultimo dovrà vedere delle novità, con l’affidamento diretto di vari servizi con la modalità dell’in house provising ad una società patrimoniale da costituire appositamente (il successore della Holding), la cessione della Trasporti, il conferimento del ramo acqua a Prealpi Servizi.
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