Tassa d’imbarco: accordo col Governo per avere entrate certe

Ma Ancai guarda oltre: il 7% di ampliamenti e ristrutturazioni aeroportuali per combattere il rumore

Si è riunito martedì a Roma il direttivo di Ancai (Associazione nazionale dei Comuni aeroportuali), che ha preso atto dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi dal presidente Mario Anastasio Aspesi (sindaco di Cardano al Campo) con il sottosegretario all’economia e alle finanze Giuseppe Vegas per la presentazione di un emendamento alla Finanziaria concordato che apra le porte ad una modifica delle modalità operative di erogazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. L’intento è quello di avere, da un lato, entrate certe per i Comuni di sedime e dall’altro di semplificare le procedure di pagamento attraverso il versamento della somma complessiva ad Ancai, che si farà carico della distribuzione delle singole spettanze ai Comuni.

Nel pomeriggio di martedì il direttivo Ancai si è incontrato sempre a Roma con i tecnici dell’Enac per discutere sul regolamento sulla valutazione del rischio.

Il presidente di Ancai Mario Anastasio Aspesi traccia un bilancio dell’attività dell’associazione, che non si limita alla questione della tassa d’imbarco ma punta innanzitutto a dare risposte ai problemi dei cittadini che risiedono nei Comuni di sedime:

«Il 2008 – queste le parole del presidente Aspesi – ci ha visti impegnati a difendere con le unghie l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, la cosiddetta “tassa d’imbarco”, giungendo ad ottenere dal ministero degli interni la certezza che il quantitativo per il 2007 verrà versato entro il 31 dicembre dell’anno in corso, sia la prima che la seconda tranche spettante ai Comuni. Stiamo altresì lavorando per assicurare la tassa anche per l’anno 2008: per raggiungere questo importante obiettivo è stato concordato con il governo un apposito emendamento alla Finanziaria per modificare le modalità operative di distribuzione delle risorse ai Comuni aeroportuali. Con la nuova norma puntiamo ad individuare di volta in volta una cifra pari all’ammontare complessivo dell’addizionale sui diritti d’imbarco, da versare direttamente ad Ancai che provvederà in un secondo momento a distribuirla ai Comuni in base alle singole spettanze.

Ma va sottolineato come Ancai non sia attiva solo sul fronte della tassa d’imbarco, che serve a coprire i costi dei maggiori servizi che i Comuni di sedime assicurano sul loro territorio in conseguenza della presenza degli aeroporti. C’è un altro capitolo fondamentale del lavoro dell’associazione, che riguarda direttamente la salute dei cittadini. Come Ancai dobbiamo farci carico delle questioni relative alla salute, al rumore, all’inquinamento e a tutti quei disagi e problemi che comporta la vicinanza con uno scalo aeroportuale. In questa direzione gli sforzi e le iniziative messe in agenda da Ancai sono molteplici: dalla questione dei piani di rischio alla spinta affinché le commissioni antirumore possano arrivare ad identificare soluzioni per ridurre l’impronta al suolo del rumore degli aeromobili, ma soprattutto l’obiettivo di ottenere che il 7% degli investimenti in ampliamenti e ristrutturazioni, messi in campo dalle società di gestione degli aeroporti, vengano accantonati per le politiche di riduzione del rumore. Insomma, Ancai non ha motivo di esistere solo per la tassa d’imbarco, che pure è indispensabile, ma prima di tutto per dare risposte serie e concrete ai cittadini e ai disagi che essi vivono quotidianamente».

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Pubblicato il 11 Dicembre 2008
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