«Varese è una “città di gomma”»

Il giornalista Franco Giannantoni risponde ad un lettore che aveva sollevato il problema dei bar e dei caffé chiusi durante le feste natalizie. «Ma una città turistica (vedere Como, Mantova, Ferrara, Ravenna, Pavia, città più o meno delle stesse dimensioni) ha dei "doveri". Il primo è quello di essere al servizio dell'interesse pubblico»

Egregio Direttore,

Intervengo sul problema posto dal signor Gianni Basso che non conosco personalmente e di cui condivido le osservazioni. Innanzitutto lo ringrazio per la citazione del mio "viaggio" giornalistico attraverso la città, non solo bottegaia, compiuto negli anni ’70 quando il grande "Giorno" ma anche gli altri giornali erano in mani che appunto privilegiavano il giornalismo d’inchiesta al riparo dalle genuflessioni oggi di moda, per invitarlo a non far caso alla marea di risposte negative dei lettori (solo qualcuna positiva). E’ in buona compagnia e non si disperi: da 30 anni e passa sono sommerso da contumelie di ogni tipo. Varese è "città di gomma": incassa tutto eccezion fatta quando si toccano interessi precisi. E’ sempre stato così. Questione di stile, di rispetto, di civismo, quello di cui oggi la società in genere è molto carente.
Il tema proposto dal signor Basso è chiaro e più profondo e ampio di quanto non sia stato avvertito. Se, come si sostiene ad ogni piè sospinto, Varese è "città turistica", è "città giardino", è "città dei mondiali" deve avere una politica che risponda a quelle caratteristice specifiche. Occorre essere sempre al passo, Natale o Capodanno che sia. Non c’entra il riposo domenicale o natalizio o festivo in genere. E’ giusto e sacrosanto che chi lavora, e duramente, riposi. Ma una città turistica (vedere Como, Mantova, Ferrara, Ravenna, Pavia, città più o meno delle stesse dimensioni) ha dei "doveri". Il primo è quello di essere al servizio dell’interesse pubblico. Ora questo "respiro pubblico" manca totalmente. Non dico sia una colpa, è scelta addirittura legittima ma è la verità storica. Se il signor Basso ha citato gli esempi della sala cinematografica e dei caffè-bar chiusi o mal funzionanti il giorno di Natale, io potrei aggiungere l’incredibile e certamente più grave caso degli alberghi cittadini che, a parte qualche rara eccezione, in piena estate, il periodo dove si presume possa arrivare qualche turista di passaggio, sono "chiusi per ferie".
Lungi da me mettere in discussione i diritti dei lavoratori che vanno difesi in ogni momento, ma è mai possibile fare in modo che non si possa "inventare" una politica dei turni che non penalizzi in modo così forte il volto di Varese? La realtà è più profonda e qui il discorso si farebbe lungo: Varese, a dispetto di chi mena il torrone per altri interessi, non è città turistica (lo fu negli anni ’20 e ’30 con un turismo diverso e con la vocazione della residenza) ma terziaria. Alberghi, bar, caffè, cinema, negozi funzionano con il grande commercio. Basta far caso al romantico ma fallimentare rilancio della funicolare del Sacro Monte, se volete una "sorpresa", ma che è morto lì.

Cordiali saluti

Tutti gli eventi

di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 28 Dicembre 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.