“Devastano e saccheggiano, ma non ci fermano”
Alcune dichiarazioni da parte dei giovani del Gruppo Telos dopo i vandalismi all’edificio da loro occupato da mesi
"Ennesima visita l’8 Gennaio 2008 per lo Spazio Occupato TeLOS. All’alba i soliti (ig)noti si sono introdotti furtivamente all’interno dello spazio, e si sono prodigati in una azione di devastazione minuziosa e ben congegnata, frutto probabilmente dei precedenti sopralluoghi di distruzione". Il gruppo Telos diffonde un comunicato stampa dopo gli atti vandalici da parte di ignoti all’edificio da loro occupto e gestito in via concordia da diversi mesi. Riportiamo di seguito alcuni passaggi del comunicato: "Gli infami, dopo essersi calati i passamontagna sulla faccia, ed aver distrutto tutto il distruttibile (dal tetto, passando per i mobili, i libri, i computer, la cucina popolare, le sedie, i cavi elettrici, le casse e gli strumenti musicali, le finestre, le porte, il bar e il frigorifero, senza tralasciare nulla di intentato) hanno ben pensato di rubarsi il rubabile: due generatori di corrente, un cannone di aria calda, un mixer, vari attrezzi da lavoro. Il messaggio è chiaro: pestare i piedi alla gente sbagliata può essere molto pericoloso… Alcune considerazioni sono necessarie, anche se oramai appaiono essere quasi del tutto superflue. Innanzi tutto tiriamo un calcio definitivo alla squallida retorica del: e se occupassero casa tua? Tutto il territorio vendibile è stato venduto, tutto il costruibile è stato costruito, tanto da riuscire ad inventarsi un ennesimo ridicolo svincolo autostradale per dare altri terreni in pasto ai palazzinari. Vi chiediamo di indignarvi, perché stanno cercando di distruggere uno spazio autogestito che da mesi cerca di svolgere attività sociali, politiche e ricreative, alla faccia di chi crede che bisogna sempre pagare fior di quattrini per divertirsi, iscriversi ad un partito per fare politica, pregare in qualche chiesa per cambiare le cose. Attività sempre auto-organizzate, che anche se alcune volte avranno dato fastidio a chi crede che la città sia un luogo dove dormire tra una giornata di lavoro e l’altra, hanno saputo coinvolgere decine di ragazzi in un progetto mai visto prima nel nostro territorio. Inutile anche dirlo: non siamo per nulla rassegnati, ma siamo invece già all’opera per risistemare il sistemabile, recuperare il recuperabile, e riprendere le nostre numerose attività e lotte".
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