Ferrazzi: “Migliorare l’uso nell’acqua in agricoltura”
Nell'ambito del convegno "Acqua, agricoltura e territorio", l'assessore regionale ha invitato il mondo agricolo ad un uso razionale del bene pubblico
Migliorare la gestione delle risorse idriche in agricoltura per tutelare e valorizzare il territorio rurale e il paesaggio agrario. È questo il senso del saluto che l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Luca Daniel Ferrazzi, ha rivolto ai partecipanti al convegno "Acqua, Agricoltura e Territorio" organizzato dall’Unione Regionale Bonifiche Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari (Urbim) presente anche il presidente nazionale Massimo Gargano.
La Lombardia è una regione ricca di acqua, con grandi laghi,
fiumi, fontanili, rogge e canali; tutto ciò, unito alla grande
operosità dei lombardi, ha fatto sì che diventasse anche la più
importante regione agricola del Paese con una produzione
agro-industriale che vale 11 miliardi di euro, pari a 3,5% del
PIL regionale e superiore al 15% del totale nazionale.
Una produzione resa possibile anche dall’opera dei Consorzi di
Bonifica ed Irrigazione che, attraverso la gestione di una
fittissima rete di canali di oltre 40.000 km, portano l’acqua
nei campi aumentandone di 3-4 volte la produttività.
I Consorzi svolgono anche un ruolo prezioso per quanto riguarda
la difesa e la conservazione del suolo: drenando i terreni e
portando via l’acqua in eccesso, preservano infatti il territorio dalle piogge eccessive e dalle esondazioni dei fiumi rendendolo produttivo ed abitabile. Garantiscono anche la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio e il mantenimento delle condizioni igieniche ed idrauliche.
«L’acqua dunque – ha aggiunto Ferrazzi – è un bene pubblico da
salvaguardare, il suo utilizzo va razionalizzato promuovendone
il risparmio idrico e l’uso plurimo. In questa direzione vanno i
67 milioni di euro che abbiamo stanziato per finanziare 227
progetti».
Il presidente Gargano nel suo intervento, sottolineando come i
Consorzi di Bonifica nella sola Lombardia, attraverso i canali,
irrighino oltre 600.000 ettari di terreno (basti pensare alle
zone del Pavese, del Cremonese, del Basso Lodigiano e del
Mantovano), ha evidenziato come questo lavoro "permette alla
Lombardia di vantare la migliore agricoltura italiana ed
europea. Una gestione efficiente dei canali e una capillare
distribuizione dell”oro blu’ e un continuo aggiornamento
tecnologico garantiscono, ad esempio, un riso famoso nel mondo,
mais di primissima qualità e latte e derivati che il mondo ci
invidia».
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