Il Tar della Lombardia: “Beppino Englaro ha ragione”
Per il legale del padre di Eluana la questione è conclusa, «Il provvedimento è esecutivo». Ma Formigoni medita il ricorso al Consiglio di Stato
E’ arrivata nel pomeriggio del 26 gennaio 2009 la decisione con cui i giudici della terza sezione del Tribunale Amministrativo della Lombardia, presieduti da Domenico Giordano, hanno dato ragione alla famiglia Englaro e reso nullo l’atto amministrativo con cui a settembre la direzione della sanità lombarda aveva vietato al personale di togliere l’alimentazione forzata che tiene in vita Eluana. Lo stesso tribunale ha anche bocciato l’atto di indirizzo del ministro Sacconi e, in linea generale, ripristinato quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Cassazione.
Piena ragione dunque al padre di Eluana, Beppino, che conduce ormai da anni una battaglia per la “buona morte” della figlia. Nelle pagine di spiegazione il magistrato estensore del provvedimento, sottolineando che «Il diritto costituzionale di rifiutare le cure (…) è un diritto di libertà assoluto» e che va rispettato da parte «di chiunque intrattenga con l’ammalato un rapporto di cura», ha infine stabilito che la Regione debba indicare la struttura idonea dove poter sospendere i trattamenti vitali a Eluana. E questo anche per evitare al padre, in qualità di tutore, «di indagare in prima persona quale struttura sanitaria sia meglio equipaggiata al riguardo».
«Non posso che essere soddisfatto – ha commentato papà Beppino – perché è stato ribadito quello che abbiamo sempre sostenuto».
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che sta decidendo in queste ore se ricorrere o meno al Consiglio di Stato, ha ribadito che «é strabiliante che si pretenda di deliberare sulla vita e la morte di una persona per via amministrativa, mentre, ai sensi stessi della Costituzione, i diritti fondamentali, tra cui quello alla vita, sono indisponibili. La legge attribuisce alle Regioni, tramite il servizio sanitario, il compito di assistere e curare le persone con lo scopo di guarirle. Non posso accettare che la magistratura ci attribuisca un altro compito, quello di togliere la vita».
«Il diritto non lo fa Formigoni e la Regione deve applicare il diritto» ha replicato il legale di Englaro Vittorio Angiolini, che si augura inoltre che la sentenza del Tar «metta fine alle stravaganze politico-amministrative, alle polemiche e alle inutili intromissioni nella vicenda», ha spiegato che il provvedimento di oggi è "esecutivo". Ma se non fosse possibile attuarlo "in modo spontaneo e senza forzare la mano", e cioé se non dovesse arrivare a breve l’indicazione della struttura per compiere l’atto finale, non è escluso che da Englaro e dai due legali possa partire una diffida nei confronti della Regione.
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