Influenza, situazione sotto controllo
Ospedale sotto pressione ma non troppo: più che l'influenza sono altri virus e malanni di stagione a colpire soprattutto i più anziani
Centoundici anziani ultraoottantenni ricoverati dal 6 al 12 gennaio, la maggior parte per complicazioni respiratorie. Un dato che la dice lunga, quello dell’ospedale di Busto Arsizio, sull’impegno richiesto dall’"alta stagione" invernale in cui si verifica, complice il clima, un "picco" di malanni di ogni tipo soprattutto fra i più fragili ed esposti. Non solo influenza, fanno sapere dal reparto infettivi: ne parliamo con il primario, dott.ssa Tiziana Quirino. «È sicuramente un periodo intenso questo» dice il medico fra una visita e l’altra, «è da prima di Natale che si è impennato il numero delle persone che si presentano al pronto soccorso, per cause varie non sempre riconducibili al virus influenzale di quest’anno, ma ad altri che circolano da alcune settimane. Il pronto soccorso fa da "filtro" e dà una prima valutazione dei casi. Molte non hanno nulla di davvero preoccupante, ma tutti quei casi che richiedono un’assistenza continuativa vengono ricoverati a seconda delle patologie, in medicina generale, come il paziente anziano, spesso disidratato, oppure a noi o più spesso in broncopneumologia». Sono infatti i disturbi dell’apparato respiratorio i più diffusi.
«Come reparto al momento siamo più "colpiti" da richieste di consulenze e valutazioni sui pazienti che da un problema di ricoveri, abbiamo registrato anche un paio di casi di polmonite, ma sono soprattutto altri reparti ad essere sotto pressione». Particolarmente colpita la popolazione anziana, più esposta ai mali di stagione, mentre i bambini al momento non destano preoccupazione. «Gli anziani sono i casi più delicati, a volte da una virosi poi si complicano, su un sistema immunitario indebolito si può innestare un’infezione batterica». Quanto all’influenza, causata da virus aerotrasmessi, «la situazione è tutto sommato analoga a quella degli scorsi anni»: non vi sono particolari emergenze, ma in molti finiscono a letto con sintomi a carico dell’apparato respiratorio, o di quello gastroenterico. L’importante, osserva Quirino, è che a letto ci rimangano per un po’: «Importante mettersi a riposo, idratarsi, assumere eventualmente farmaci che riducano i sintomi (febbre, tosse ecc.). No, assolutamente no, all’automedicazione con antibiotici, che vanno presi solo su prescrizione del medico curante – servono per le sovrainfezioni batteriche, per l’influenza in sè non servono a nulla. In ogni caso» ribadisce il primario «non cercare di strafare prendersi il tempo per recuperare, piuttosto che andare incontro a complicazioni». Insomma, se si ha l’influenza, meglio prendersi tre giorni di sacrosanta malattia che fare gli eroi e diffondere il contagio.
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