L’offensiva di terra continua, la Striscia di Gaza è tagliata in due
Fonti contrastanti riferiscono di almeno 12 morti in mattinata, in seguito ad un colpo di cannone. Hamas parla di 9 soldati israeliani morti, ma il comando parla solo di 30 feriti
Continua l’offensiva di terra da parte dell’esercito israeliano all’interno della striscia di Gaza, iniziata ieri 3 gennaio. La cannonata di un carro armato israeliano del tipo Merkava avrebbe
ucciso stamani, domenica 4 gennaio, non meno di 12 persone – soprattutto civili –
nel nord di Gaza. E’ una delle poche notizie riferite nelle ultime ore
da testimoni oculari e fonti mediche palestinesi. Su diverse fonti di
stampa internazionali circolano stamani versioni e bilanci poco
dettagliati – in parte contrastanti – su quel che è effettivamente
accaduto in nottata nella Striscia di Gaza dopo l’invasione terrestre
compiuta dalle forze israeliane poco più di 12 ore fa, attraverso più
punti del confine, da due a quattro, a quanto pare soprattutto nel nord
della Striscia che attualmente sarebbe tagliata stata tagliata in due dalle truppe con la stella di David.
Tentare di comporre un quadro attendibile del modo in
cui l’operazione procede – in assenza di testimoni oculari indipendenti
dai luoghi dei primi scontri tra militari israeliani e uomini di Hamas
si presenta come impresa molto ardua. Fonti militari israeliane
ammettono 30 feriti, due dei quali gravi, e sostengono di aver
sterminato decine di nemici; per Hamas, che non riferisce di sue
perdite, le vittime israeliane sarebbero nove oltre a numerosi feriti;
stamani la radio del movimento ha anche dato notizia della cattura di
due soldati israeliani, notizia non confermata da Israele. Circolano
anche altre notizie su bombardamenti israeliani intensi a Rafah,
spostamenti di truppe israeliane da nord verso il centro della Striscia
e altri particolari tutti impossibili da verificare.
A giudicare dalle
fiamme e dalle nubi e colonne di fumo inquadrate da lontano, fin
dall’alba, su parte della Striscia di Gaza dai teleobiettivi
dell’emittente televisiva araba ‘al Jazeera’, sia gli scontri di terra
che le decine di incursioni aeree hanno fatto vivere alla gente comune
un’altra notte d’inferno -con almeno una vetina di vittime anche tra
civili – il cui senso continua a non apparire affatto chiaro,
nonostante le ripetitive affermazioni dei portavoce israeliani e i
forti incitamenti alla lotta sul fronte palestinese. Almeno nove razzi
sono ancora caduti stanotte in territorio israeliano senza colpire
persone nè provocare apprezzabili danni. Se scopo principale
dell’invasione di terra era , come dichiarato da Israele, fermare i
razzi, l’obiettivo non sembra ancora raggiunto.
Da Misna.org
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