Obama presidente anche grazie alla “pirateria”
Peer-to-peer non significa solo poter scaricare musica illegalmente: lo scorso 20 gennaio ha reso possibile una trasmissione in streaming a 25 milioni di spettatori
Quando si dice peer-to-peer (spesso abbreviato P2P) in molti pensano sia un sinonimo di eMule, o dei tanti metodi utilizzati per scaricare illegalmente musica e film su Internet. Per questo fa impressione scoprire che la CNN ha sfruttato il peer-to-peer per diffondere in diretta le immagini dell’insediamento di Obama su Internet.
La popolare tv americana si è forse data alla pirateria? No, affatto. Il peer-to-peer è solo un concetto teorico: significa semplicemente che un contenuto non viene trasmesso da una fonte a molte persone, ma distribuito tra le stesse persone che lo ricevono. Così facendo, chi scarica in peer-to-peer, non pesa sui server di un unico soggetto: scarica da più persone contemporaneamente e, nello stesso momento, distribuisce parte del file ad altri utenti.
Il concetto di peer-to-peer ha quindi il vantaggio di distribuire il peso della trasmissione su più utenti e non solo su uno. Non stupisce quindi la scelta, a suo modo rivoluzionaria, di CNN. La diretta dell’insediamento di Obama, infatti, ha attirato su CNN.com 25 milioni di spettatori, un numero insostenibile per un sistema di trasmissione tradizionale. Consideriamo, infatti, che lo streaming unidirezionale può costare decine di migliaia di dollari al mese per un sito di medie dimensioni, milioni di dollari per giganti del video come YouTube. Attraverso il sistema P2P, invece, non sono i server dell’emittente a doversi gonfiare, ma il peso viene distribuito tra gli spettatori. Anzi, così facendo, maggiore è il numero degli spettatori, migliore la fluidità del contenuto.
Inutile negare che se il P2P è arrivato ai livelli evolutivi di oggi, dove BitTorrent è ormai considerato il futuro della trasmissione di file pesanti, parte del merito spetta alla pirateria. La necessità di condividere i file tra gli utenti, e non da una fonte principale, si è sviluppata proprio per aggirare i controlli e i blocchi imposti dalle etichette musicali, dai tempi di Napster in poi.
La CNN, però, ha contribuito in prima persona nell’implementazione di questo concetto a scopi più… legali. Mesi fa, infatti, aveva stretto un accordo con la danese Octoshape, per sviluppare un plugin P2P compatibile con Flash (la stessa piattaforma di YouTube) e facilmente installabile. Secondo informazioni non ufficiali, ben il 30% della banda necessaria per trasmettere la diretta è stata fornita dal sistema P2P (l’utente contribuiva solo accettando di installare il plugin).
Probabilmente quella di Obama è stata la trasmissione P2P più imponente di sempre e, senza dubbio, segnerà il futuro delle web-tv. A proposito, la più famosa web-tv del momento si chiama Joost ed è nata dagli stessi creatori di Kazaa e Skype. Kazaa, prima dell’avvento di eMule, era il sistema per lo scambio di file più diffuso al mondo. Skype è il sistema di telefonia on-line di maggior successo. Tutti e tre si basano proprio su tecnologia peer-to-peer.
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