Class action dimenticata e di nuovo telefonate senza regole
Consumatori contro il Governo dopo l'approvazione del decreto "milleproroghe" che liberalizza le chiamate pubblicitarie anche se indesiderate
Telefonate indesiderate, conquiste andate in fumo e class action che diventano sempre più un miraggio. C’è subbuglio tra le associazioni dei consumatori dopo l’approvazione del "milleproroghe", il decreto legge passato in Senato e che dovrà ora ottenere il via libera anche dalla Camera. Il provvedimento tocca mondi diversi che vanno dall’editoria alla pubblica amministrazione ma anche norme legate alla pubblicità e alla privacy. Ed è proprio un ritocco su quest’ultimo aspetto che ha fatto scattare le associazioni.
Telefonate senza regole – «Se il maxiemendamento sarà approvato – spiega in una nota Federconsumatori – si darà alle aziende la possibilità di usare, per la propria attività promozionale, le banche dati tratte dai vecchi elenchi telefonici (precedenti all’agosto del 2005). Paradossalmente, in questo modo, anche coloro che, esasperati dalle assillanti e moleste campagne telefoniche, avevano chiesto la cancellazione dagli elenchi pubblici, saranno di nuovo bersaglio del marketing telefonico». Sono 15 milioni, secondo i dati di Assocontact pubblicati oggi sul quotidiano La Repubblica, i clienti presenti nelle liste precedenti al 2005 bloccate dal garante ma solo 750 mila ha dato il suo consenso ai contatti commerciali. «Va contro gli interessi ed i fondamentali diritti dei cittadini – continua l’associazione – e, cosa estremamente grave, si scontra con i provvedimenti già presi a tale proposito dal Garante per la protezione dei dati personali, secondo il quale le operazioni di “teleselling” potevano avvenire solo sulla base di banche dati regolarizzate, in cui tutti gli utenti interessati avevano espressamente fornito il consenso al trattamento dei propri dati per scopi pubblicitari (con la possibilità, tra l’altro, di revocare tale volontà in qualsiasi momento)».
Class Action – «Il tempo passa e nulla è stato fatto inoltre per introdurre l’azione collettiva risarcitoria, quella che conosciamo come "class action" – spiega Barbara Cirivello del Movimento Consumatori di Varese -. Il Governo precedente aveva introdotto la possibilità di intraprendere questo tipo di ricorso ma con il nuovo esecutivo sono iniziate le sospensioni e le modifiche. L’ultima è stata l’eliminazione della retroattività del provvedimento. Questo è un colpo di spugna su quanto fatto finora, significa ad esempio non poter contare sulla class action per tutelare i risparmiatori dagli scandali finanziari che abbiamo visto negli scorsi anni».
Farmaci "insicuri" – Dal Movimento Consumatori arriva anche un altro monito: «Lo sapete che grazie alla fiducia posta al Senato sul Milleproproghe dovremo aspettare un anno per essere sicuri del farmaco che prendiamo? Slitta infatti al 1° gennaio 2010 l’entrata in vigore dell’obbligo del certificato di buona fabbricazione per le sostanze attive utilizzate come materia prima per la produzione di medicinali provenienti da Paesi extracomunitari – spiega la responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute MC, Rossella Miracapillo -. Questo significherà che non avremo la tracciabilità della materia prima che compone il farmaco, dei mattoncini che la costruiscono, anche perché spesso l’Italia la importa da Paesi terzi che la producono e che non sempre hanno le restrizioni che abbiamo noi».
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