“Più treni e meno autostrade”: la protesta di Legambiente

Con questo spirito gli attivisti di Legambiente e di diversi comitati lombardi si sono presentati alle porte del Pirellone a Milano. Iniziative in tutta la regione

Lenzuola bianche e striscioni contro l’inquinamento per ribadire la contrarietà ai progetti di nuove autostrade che aumenteranno traffico e smog in Lombardia e chiedere investimenti a favore del trasporto pubblico. Con questo spirito gli attivisti di Legambiente e di diversi comitati lombardi si sono presentati questa mattina, giovedì 12 febbraio, alle porte del Pirellone a Milano con lo slogan “più treni e meno autostrade”.
«Vogliamo esprimere la nostra forte contrarietà alle opere autostradali che la Lombardia sta programmando spacciandole come necessarie a Expo 2015 – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia  –, è semplicemente assurdo infatti che gli unici soldi certi servano ad aprire un po’ di cantieri per autostrade che non saranno pronte nel 2015: la mobilità in Lombardia ha altre priorità, per allinearsi agli standard delle altre metropoli europee deve dotarsi di moderni servizi di trasporto ferroviario e metropolitano».
La Regione Lombardia, con una spesa che si avvicina ai 15 miliardi di euro, ha in programma di realizzare oltre 450 km di nuove autostrade da qui al 2020: un aumento pari al 78% rispetto ai km di autostrade già esistenti. Pedemontana, Tangenziale Est Esterna (TEM), BreBeMi, Cremona-Mantova, TiBre, Broni-Mortara, Tirreno-Brennero, Boffalora-Baggio, Val Trompia,  questi i principali collegamenti autostradali che, una volta realizzati, permetteranno alla Lombardia di superare i 1000 km di rete autostradale. Investimenti imponenti che prosciugheranno le disponibilità finanziarie delle casse pubbliche e degli istituti di credito, e che appaiono quanto di più lontano da una ragionevole terapia anti-crisi, che ha bisogno di tanti interventi di rapida cantierabilità invece che di grandi progetti la cui effettiva realizzazione è di là da venire.
«Anche perché non ci sono solo le autostrade – rileva Dario Balotta, esperto di trasporti di Legambiente Lombardia  – in Lombardia esiste una rete stradale di 14.000 chilometri in condizioni spesso disastrose, dove occorrono tanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria: non dimentichiamo che ben il 40% degli incidenti stradali potrebbe essere evitato se le nostre strade fossero in condizioni ottimali».
Il quotidiano ingorgo su strade e autostrade lombarde, destinato ad aggravarsi, è il primo colpevole della crisi da smog che affligge l’intera Pianura Padana, ma anche l’artefice del grave smacco che la Lombardia incassa sulle misure per la lotta al cambiamento climatico, dove le prestazioni lombarde sono addirittura peggiori della pessima media dell’Italia, ultima della classe tra i Paesi europei in materia di riduzione di gas-serra. «La Lombardia non sarà invitata a festeggiare il quarto compleanno del protocollo di Kyoto –  rileva Di Simine . Per poter festeggiare infatti bisognava impegnarsi a ridurre del 6,5% le emissioni di CO2 rispetto al dato rilevato nel 1990» . L’Europa lo sta facendo: il vecchio continente ha infatti ridotto le proprie emissioni di gas serra del 2,2%, e ha già rilanciato su obiettivi molto più ambiziosi, che prevedono la riduzione del 30% della CO2 entro il 2020.
Molte sono le iniziative che oggi gli ambientalisti hanno portato in piazza: oltre al presidio organizzato stamane all’ingresso del Pirellone, grandi striscioni sono apparsi sui punti più critici della progettata autostrada Pedemontana, tra Seveso e Lomazzo, per chiedere rettifiche di tracciato e progetti di compensazione ecologica al fine di ridurre il grave impatto che l’autostrada determinerà sui boschi superstiti di Brianza, Comasco e Varesotto; un presidio è stato organizzato nelle stazioni ‘fantasma’ della ferrovia Milano-Bergamo, realizzate ma mai aperte all’esercizio; striscioni e lenzuola anti-smog appariranno lungo tutto lo sviluppo della progettata TEM, la tangenziale Est Esterna, che avrebbe dovuto essere realizzata insieme a nuovi collegamenti ferroviari e metropolitani letteralmente scomparsi nel nulla. Ad essere contestata è anche la BreBeMi, per la quale gli ambientalisti promettono nuove battaglie legali, la autostrada Cremona-Mantova, il raccordo TiBre, la Broni-Mortara, dove sono stati esibiti grandi striscioni contro una infrastruttura giudicata inutile e dannosa, analogamente al collegamento Boffalora – Baggio, futura tangenziale Ovest esterna, che, se realizzata, sventrerà la parte più suggestiva del Parco Agricolo Sud Milano.

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Pubblicato il 12 Febbraio 2009
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