Quaresima, il venerdì si rinuncia agli sms
A Modena il vescovo Benito Cocchi, con l'appoggio di Azione cattolica e degli scout dell'Agesci, lancia il No-sms day. Scriveteci a cosa siete disposti a rinuciare
Carnem – levare, levare la carne: è questa l’origine (almeno pare) della parola Carnevale e si riferisce alla prescrizione ecclesiastica dell’astensione dal consumo della carne. Ma i tempi sono cambiati e oggi l’astensione dalla carne non rappresenta più il "sacrificio" più grande che un cattolico possa mettere in pratica. Sono una mezza dozzina, ma tendono ogni giorno a crescere, le diocesi in cui i fedeli si sentono raccomandare dal pulpito l’astinenza non dalla carne, ma dal cellulare, dall’iPod, dalla tivù, dall’automobile, dall’acqua minerale. A Modena il vescovo Benito Cocchi, con l’appoggio di Azione cattolica e degli scout dell’Agesci, lancia il No-sms day: rinunciare ai "messaggini" tutti i venerdì di Quaresima per "tornare a comunicare, invece di komunikare". E’ la prima Quaresima anti hi-tech.
Proposta di sobrietà, recupero di relazioni umane contro le relazioni virtuali che anche il Cardinal Tettamanzi aveva invocato durante la sua visita a Varese del 16 gennaio scorso. La sobrietà, aveva detto Tettamanzi incontrando gli amministratori locali della Lombardia, è una qualità che “deve essere una nota di stile caratteristica e visibile di chi fa politica: sobrietà nelle parole, sobrietà nell’esibizione di sé, sobrietà nell’esercizio del potere, nello stile di vita. Pensiamo allo spreco di parole a cui assistiamo ogni giorno in politica. Spesso si ha l’impressione di trovarci di fronte a ‘tanto clamore per nulla’: meglio allora misurare le parole e usare solo quelle necessarie o utili e mettersi a discutere sui problemi reali e sulle possibili soluzioni”.
Già lo spreco di parole. Ed è a questo che fanno riferimento i parroci quando invitano a "moderare" l’uso di sms e ad evitarli del tutto almeno i venerdì di Quaresima. Alzi la mano chi non preferirebbe rinunciare a una "fiorentina" piuttosto che a una telefonata, a uno scambio di messaggi o a un po’ di musica o, sacrificio "estremo" alla televisione. Eppure anche questo hanno chiesto alcuni parroci. E altri si sono spinti oltre: la diocesi di Trento propone addirittura un intero calendario liturgico di astinenze insolite, una per ogni domenica quaresimale: digiuno dall’auto, digiuno dal virtuale compreso il "mitico" Facebook.
Anche i sacerdoti bergamaschi aggiornano gli inviti alle rinunce. Ma non tutti. C’è chi torna all’antico, un antico "rivisitato e corretto" però. E’ monsignor Gianni Carzaniga che a Bergamo guida la parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna e che ha letteralmente "costruito" il percorso quaresimale puntando sul digiuno e gli altri: "In città si tende a chiudersi in se stessi e allora ho invitato i fedeli a uscire di casa, a incontrarsi per mangiare insieme una scodella di minestra, meglio pane e brodo. Cominciamo da venerdì, qui in parrocchia, alle 19.30 con questo ritorno alle origini nel segno della rinuncia e però anche nel segno dello sforzo di rimettersi in gioco, insieme".
E voi cosa pensate di questi "inviti all’astinenza"? E a che cosa avete deciso di rinunciare voi, per rispettare la Quaresima, ammesso che abbiate deciso di seguire i precetti?
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