Gli stranieri e la Pro Patria, una storia lunga 90 anni

Sono stati tanti e hanno contribuito a fare grande la squadra dei bustocchi. Li hanno raccontati, tra sport e umanità, i giornalisti sportivi che si occupano del calcio in città e alcuni tifosi

Il primo straniero nella storia biancoblù è il magiaro Andreas Kutik, che nella Pro Patria della stagione 26-27, svolgeva la doppia veste di allenatore-giocatore conducendo la squadra  alla prima storica promozione in Serie A. Basterebbe questo per sottolineare l’importanza degli stranieri alla Pro Patria, ma la storia di questa leggendaria squadra ha molti nomi da ricordare, molte storie di vita da tramandare che hanno fatto di Busto Arsizio una parte della storia del calcio. Lo hanno raccontato bene ieri sera i giornalisti Giovanni Toia de "la Provincia" e Giovanni Castiglioni di Bustosport.com durante la serata organizzata dal comitato del 90esimo della Pro Patria, nell’ambito della festa dedicata alla Madonna in Veroncola davanti ad una schiera di tifosi di ieri e di oggi. Vicende umane toccanti come quella dell’argentino Beniamino "jo" Santos che a Busto mise anche le radici, trovando moglie, ma che morì giovane a soli 40 anni per un’emorragia interna. La serata, che ha visto la presenza di Fausto Origlio, presidente del Coni a Varese, di Lele Magni, pasticcere tifoso che ha portato una sua creazione dedicata alla squadra biancoblù, ma anche Ottavio Toniola, Giorgio Romussi e Luciano Pistocchini.

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Della storia della squadra è stato raccontato il periodo dei magiari in fuga dall’Ungheria, erano gli anni ’50, da Kubala a Bekey per finire con Garay, Turbekey e Viney. Era la Pro Patria che veleggiava tra serie A e serie B fino alla definitiva retrocessione del ’56. Erano anche gli anni dei Reguzzoni, Antoniotti, Borra e tanti altri, bustocchi e non, che fecero grande la Pro Patria. in quegli anni si vinceva con l’Inter e con il grande Toro, mentre la vera bestia nera Juventus non fu mai battuta.

Si passa quindi in avanti con un balzo temporale di circa trent’anni, fino alla sfortunata stagione 87-88, in C2 quando è la volta dell’italo olandese Ricky Testa La Muta, di cui si ricorda solo un goal in un derby. La vittoria del campionato di Eccellenza datata, 93-94, passa anche per i piedi ed i goal di un altro "straniero", l’italo-danese Ugo Acunto De Lorenzo, con esperienze in Coppa Uefa con formazioni danesi. Il primo africano a vestire la maglia della Pro Patria è il diciannovenne nigeriano Ike Kalù nella stagione 2003-2004 che con le sue serpentine fa impazzire non solo gli avversari ma anche la tifoseria bustocca. Suo compagno di squadra e di reparto, il greco Theo Karassavidis, nazionale ellenico che in patria veste anche le prestigiose maglie dell’Olimpiakos e del Panionos, giocando anche nelle Coppe Europee, ma che a Busto non segnerà una rete, facendo ammattire i tifosi. Si passa alla storia di oggi con la Pro, che vede in rosa i brasiliani Do Prado e Toledo, il franco-senegalese Fofana, l’argentino Correa ed il bosniaco Music. A vestire la gloriosa maglia biancoblù ci sono stati anche tanti istriano-dalmati, come Kregar, Bonivento, Varglien; ma questa è tutta un’altra storia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2009
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