Rutil. I sindacati denunciano: “La vecchia proprietà vuole bloccare l’accordo”

Oscar Brun della Fiom e Otello Amabile della Uilm denunciano: "È stata convocata un'assemblea per accusare il sindacato della crisi aziendale, ma l'accordo col compratore è ad un passo"

«Basta col gioco a dar la colpa al sindacato, siamo ad un passo dalla chiusura dell’accordo, non capiamo le resistenze della vecchia proprietà». I sindacati che rappresentano i lavoratori della Rutil di Lonate Ceppino tornano a denunciare l’atteggiamento del vecchio proprietario, Maurizio Coscia, individuato dalle parti sociali come il responsabile della situazione di crisi dell’azienda.
 
«Domani (giovedì 2 aprile) Coscia ha convocato i lavoratori in una sorta di assemblea – spiega Oscar Brun della Fiom Cgil -. Vuole tornare ad addossare le colpe della crisi dell’azienda sul sindacato. Non capiamo questo atteggiamento in un momento importante come questo, ad un passo dall’accordo col nuovo acquirente, la Brivio Pierino: domani in serata vorremmo aprire un tavolo no stop per riuscire ad arrivare ad un punto finale. All’Unione Industriali di Varese abbiamo presentato le nostre richieste, stiamo trattando col compratore che sembra interessato ad arrivare ad un accordo. Temiamo che la vecchia proprietà con il suo atteggiamento possa bloccare un accordo ormai vicino, che oltretutto salverebbe dal fallimento anche loro».
 
«Basta col terrorismo psicologico nei confronti dei lavoratori – attacca Otello Amabile della Uilm -. Questi dipendenti per anni hanno visto la propria dignità schiacciata sotto i piedi dai padroni. Ora che siamo in dirittura d’arrivo, che Univa conosce le nostre richieste e che ci sono le prospettive per l’arrivo di una nuova azienda, provano di nuovo a spaccare il fronte sindacale come hanno fatto in tutti questi anni. È un’ulteriore provocazione: già settimana scorsa, in occasione di un’assemblea convocata da noi, il vecchio proprietario si è presentato sul piazzale attaccando e insultando i lavoratori, molti dei quali in cassa integrazione e senza soldi da settimane. Servirebbe un’apertura da parte di Coscia: al posto che andare a sciare Saint Moritz potrebbe mettersi una mano sulla coscienza e lavorare per il bene dei lavoratori».    

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Aprile 2009
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