Duro scontro sul disegno di legge sicurezza

Franceschini parla di "leggi razziali" mentre Maroni ottiene la fiducia e punta al voto per la settimana prossima Eliminata la norma sui presidi-spia

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato, ieri mercoledì 7 maggio, la fiducia sul disegno di legge sicurezza, all’esame della Camera. «I tre emendamenti sono pronti e sono già al vaglio degli uffici della Camera e del Presidente per l’ammissibilità, ora nulla osta a che si possa votare da domani pomeriggio» ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al termine di un vertice di maggioranza sul ddl. La decisione fa seguito alle pressioni del titolare del Viminale, che ieri aveva accettato di abolire la norma sulla scuola dell’obbligo vietata ai figli dei clandestini, contestata tra gli altri dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il voto tanto atteso dalla Lega ci sarà però, la prossima settimana.

Il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha attaccato in serata duramente il governo: «Con le norme contenute nel ddl sicurezza la destra vuole tornare alle leggi razziali». Un riferimento diretto ad alcune norme, a partire dall’introduzione del reato di immigrazione clandestina. In particolare, il leader Pd ha messo in guardia dal rischio che le norme sui ‘presidi-spia’, "uscite dalla porta possono rientrare dalla finestra". E ricorda: «C’è già stato un tempo in Italia in cui i bambini venivano cacciati dalle scuole per la loro religione. E’ immorale usare strumentalmente la legittima domanda di sicurezza per tornare, 70 anni dopo, alle leggi razziali nel nostro Paese».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Maggio 2009
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