La Russa alla Ugo Mara loda l’esercito

Il ministro della difesa ha visitato la caserma della Nato, inclusa la nursery in costruzione, intrattenendosi con la stampa. Pattuglie per la sicurezza, il progetto "mini- naia" e i finanziamenti alle missioni tra i punti toccati

Visita istituzionale alla caserma Ugo Mara per il ministro della difesa, Ignazio La Russa. Incontrando gli uomini schierati del comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida NATO a guida italiana (NRDC-IT) guidato dal generale Chiarini, ha ringraziato per la «cordiale e affettuosa accoglienza» e lodato la Ugo Mara:  «Questa struttura rappresenta una eccellenza delle forze armate, che sono esse stesse un’eccellenza dell’Italia. Voi date sicurezza ai cittadini, dimostrando che si può contrastare anche con la forza giusta il più subdolo nemico di questo secolo, che è il terrorismo». La Russa ha lodato l’efficienza e la capacità di proiezione sui vari teatri del corpo di reazioni rapida: «Siete pronti a rispondere ai compiti che la nazione vi chiederà».

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La Russa alla Caserma Mara di Solbiate 4 di 13

«Da un anno ho l’onore di essere ministro della difesa» ha detto, «per fortuna il momento è buono, c’è stato chi ha preparato il terreno come l’ex Presidente Ciampi che si è speso per far tornare forte il senso di appartenenza alla nazione. È tramontato il tempi in cui l’esercito era visto come qualcosa di lontano, sospettato di golpismo o irriso da filmetti che facebano sì ridere, ma non onoravano chi era in armi». La Russa ha ricordato il ruolo dell’esercito fra i cittadini, dalle sparute pattuglie anticrimine nelle città (un migliaio di uomini in tutto, saranno raddoppiati «a costo zero») al contributo nella crisi dei nrifiuti a Napoli, fino a quello importante per il terremoto dell’Aquila. «Un presidio di libertà e democrazia» le nostre forze armate, specialmente «laddove è in gioco la causa della pace contro il terrorismo. C’è chi non fa sfilate pacifiste nè sventola bandiere di mille colori, ma sotto il vessillo tricolore serve concretamente la pace e la libertà».  

La Russa, giunto a Solbiate Olona insieme al sottosegretario Mantica, aveva avuto modo di farsi spiegare dal generale Chiarini (già protagonista della battaglia dei ponti di Nassiriya, ndr) ruolo e funzioni del corpo NRDC-IT di base a Solbiate, le sue relazioni piuttosto complesse con le strutture di comando NATO, che lo vedono direttamente agli ordini di SACEUR (il supremo comandante alleato in Europa di turno, un generale statunitense) ma tecnicamente sottoposto, a seconda delle esigenze operative, ai comandi operativi NATO di Brunssum, in Olanda, o di Napoli. Dei 415 uomini in forza al comando – di cui 312 italiani, una trentina le donne – una significativa aliquota è tuttora impegnata in Afghanistan, tra Herat e Kabul, nell’ambito della sempre più delicata missione di peacekeeping ISAF. Il comando di corpo può gestire fino a quattro divisioni o venti brigate specializzare, circa 60.000 uomini con 20.000 veicoli, ed è legato a doppio filo con l’omonimo corpo a guida britannica basato in Germania – i corpi d’armata multinazionali di questo tipo sono in tutto dieci, sette a reazione rapida, dispiegabili in un mese, altre tre più "lenti". Al momento sono "associati" al comando di corpo la divisione Mantova, la 3a divisione dell’esercito britannico e la 2a divisione greca, si attende la designazione di una quarta grande unità mentre collaborazioni sono in corso con i colleghi sloveni e ungheresi.

Il ministro La Russa ha avuto modo anche di visitare un’insolita novità: la nursery che a partire da fine estate dovrebbe ospitare i piccoli del personale in servizio – o messi al mondo direttamente dal personale. Già un mese fa una caporalmaggiore in servizio ha dato alla luce una bambina, e non è escluso che l’esempio faccia scuola: meglio dunque essere preparati. La struttura potrà ospitare fino a una quarantina di bambini.
Terminate le viste alle strutture della base, La Russa si è trattenuto con la stampa rispondendo a varie domande. Circa il Villaggio Monterosa che da anni è in programma all’interno del sedime della base per ospitare le famiglie dei militari, ha auspicato di poterlo costruire «prima che i bambini della nursery vadano a scuola», anche se di questo passo si teme che possano mettere i gradi da ufficiali prima che ciò avvenga. Sulla "mini-naia" che ha intenzione di introdurre, il ministro ha precisato che potrebbe già partire in questo agosto una prima sperimentazione con alcune centinaia di volontari, per poi passare l’anno prossimo all’applicazione. Lo spirito e la durata sarebbero quelli del CAR sperimentato dalle ultime leve dell’esercito di massa, ovviamente riveduto e corretto quanto basta. Un «corso-stage atletico-militare della durata di trenta giorni», con tanto di formazione in diritti e doveri costituzionali e avviamento a forme di volontariato, che dovrebbe tra l’altro "salvare" le associazioni combattentistiche da una progressiva morte per asfissia con il venir meno negli anni delle generazioni del servizio di leva. Sulle ronde nelle città La Russa ha rimarcato la citata volontà di raddoppiare le forze a disposizione, da mille a duemila militari dell’esercito operativi nelle pattuglie, senza aggravio per lo Stato. Al contrario, parlando di risorse economiche, il ministro della difesa del governo Berlusconi ha citato le alienazioni di vecchi stabili e caserme del ministero come cespiti di guadagno: si tratta di strutture da cedere ai Comuni con il vincolo di realizzarvi abitazioni per le quali la priorità andrà proprio a chi serve il paese in armi. Un "piano casa" in grigioverde cui sta lavorando il sottosegretario Crosetto. «Ho risparmiato un milione di euro sulla festa del 2 giugno» ha fatto sapere La Russa, «accorciando la sfilata di dieci minuti e con altri ritocchi qua e là. Soldi che andranno a Bertolaso per l’Abruzzo ferito dal sisma». 

Al ministro abbiamo infine chiesto qualcosa sulle prospettive a lungo termine del finanziamento delle missioni all’estero, che ci vedono fra i primi eserciti al mondo per numero di uomini dispiegati su vari e lontani teatri, con costi pesanti. Questo in un momento di grave crisi che potrebbe ripercuotersi sui conti pubblici, già destinati ad essere gravati dal prevedibile aumento della spesa sociale. «Per le misisoni ho detto chiaro e tondo che o si tagliavano, o si dava un 30% in più di fondi, e li ho ottenuti. Eventuali riduzioni, se vi saranno» ha risposto la Russa, «saranno effettuate sulle missioni nei Balcani».

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Pubblicato il 26 Maggio 2009
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