Vanini si ricandida “per il turismo e per evitare speculazioni”

Il primo cittadino in carica torna con la sua lista "Brinzio" e spiega la sua linea: «Il museo sarà volano di nuove iniziative, e sulla pista di fondo si potrà sciare anche di notte

Tra i sindaci che provano a confermarsi in questa tornata elettorale c’è anche Sergio Vanini. 57 anni, dirigente aziendale, il primo cittadino di Brinzio si ripresenta alla guida della medesima compagine con cui nel 2004 stravinse le elezioni amministrative nel piccolo paese che si trova nel cuore del Campo dei Fiori. 

Sindaco Vanini, qual è il tratto che caratteristica la sua “Brinzio”, lista che ha per nome il medesimo del paese.
«Sono molto soddisfatto: abbiamo fatto un rinnovamento adeguato, cambiando otto candidati su dodici, aggiungendo alcuni giovani e alcune donne a fianco di chi in questi anni è stato in amministrazione. Ci siamo trovati e ho visto una grande coesione tra noi nel lavorare e mettere a punto il programma. La squadra che vorrei».
 
Cinque anni fa vinse nettamente su altre due liste; questa volta con il suo rivale Piccinelli ci sarà anche Valeria Pierobon che nel 2004 si presentava in via autonoma: che elezioni saranno?
«Di fronte ci saranno le due liste che definirei classiche, cui si è aggiunto un candidato autonomista con una compagine che non comprende alcun nostro concittadino. Vediamo come reagiranno i brinziesi: sono curioso di scoprirlo anche io».
 
Veniamo alla politica. Lo scorso anno avete aperto il museo della civiltà contadina: è l’opera più importante del vostro mandato? E come pensate ora di svilupparlo?
«Il museo era rimasto incompiuto per vent’anni; lo abbiamo terminato, aperto, animato e lo consideriamo il nostro fiore all’occhiello. Non l’unico, viste altre situazioni di cui ci siamo occupati, dalla biblioteca al parcheggio nei pressi del comune usato anche per altre manifestazioni, sino all’acquisto di alcuni terreni per evitare speculazioni. Il museo sarà volano di altre iniziative: penso per esempio alla riapertura delle botteghe artigiane di fabbro e falegname che riapriranno direttamente nell’ambito dello spazio espositivo».
 
Ha accennato alle speculazioni edilizie: c’è questo rischio?
«Dipende dalle amministrazioni e io le garantisco che la nostra punterà sempre sul recupero di ciò che è storico a discapito delle nuove costruzioni, soprattutto su aree verdi. Il Pgt va in questa direzione. Inoltre, sotto questo profilo, diciamo no a nuovi insediamenti industriali e a quelli commerciali invasivi: ho in mente il fondovalle della Valcuvia, una fila di capannoni che qui non dovremo mai vedere. Diverso invece è il discorso legato alle botteghe e al turismo: credo che Brinzio possa andare definitivamente in questa direzione, anche grazie alla presenza del museo di cui abbiamo parlato».
 
Brinzio vuol dire anche sport. Ci sono novità sulla pista di sci da fondo?
«Confermiamo il nostro impegno sia per il Centro Fondo, sia per le manifestazioni ciclistiche che ogni anno toccano il paese. Per quanto riguarda lo sci, vi dico che arriverà il completamento dell’impianto di illuminazione che permetterà di utilizzare di sera la pista per quasi tre chilometri. L’idea sarebbe anche quella di pensare all’innevamento artificiale ma i costi sono ancora elevati».
 
Di recente il paese è stato al centro delle cronache per un brutto episodio di razzismo, le sagome dei bambini di colore realizzate dalle scuole, “sbiancate” con la vernice. È preoccupato per questa situazione?
«Io credo che il paese abbia reagito nel modo migliore. All’inizio ero sì preoccupato ma poi ho visto che la scuola ha gestito molto bene la cosa e ciò è stata anche una lezione di vita utile per i ragazzi. Inoltre i Carabinieri hanno confermato che i vandali non siano persone del paese: qui la gente ha dimostrato anche in questo caso di essere molto solidale e mi creda, di questo vado orgoglioso.

Il sito della lista "Brinzio"

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2009
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