Una culla ipotermnica in dono dalla BCC alla neonatologia
La Banca di Credito Cooperativo ha donato al reparto diretto dal prof. Agosti un importante aèèarecchio del valore di 25.000 euro
Una speciale incubatrice per neonati prematuri. È il prezioso dono che la Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate ha oggi regalato al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Del Ponte, diretto dal professor Massimo Agosti.
Si tratta di un macchinario, del valore di quasi 25mila euro, indispensabile per curare i bambini nati da parti difficili, aiutandoli a mantenere un’adeguata temperatura corporea così da ridurre il rischio di danni organici.
Alla presenza del direttore generale dell’azienda ospedaliera Walter Bergamaschi e del direttore della Neonatologia Massimo Agosti, il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Lidio Clementi ha donato l’apparecchio per l’ipotermia che serve nel caso in cui il nato nasca da parto asfittico, faticando a passare dalla vita intra-uterina a quella extra-uterina, con il rischio di rimanere per qualche attimo senza o con poco ossigeno. L’incidenza di tale evenienza è di circa l’un per mille dei nati e, a seconda di quanto perduri, può comportare dei danni a carico di organi e apparati, tra cui il più temibile è l’ipotetico danno cerebrale. Alcuni studi hanno dimostrato che, abbassando la temperatura corporea del neonato entro poche ore dalla nascita, è possibile prevenire tale danno, o almeno ridurne l’entità.
Ecco quindi l’utilità dell’apparecchiatura consegnata dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate: serve proprio a raffreddare il neonato progressivamente e in maniera controllata, riducendone la temperatura corporea in un periodo limitato di tempo, al massimo 72 ore, in cui il piccolo viene costantemente monitorato. Tale metodica è attualmente ritenuta a livello internazionale come l’unica terapia efficace nel contrastare le problematiche legate al parto e alla nascita difficoltosi e rappresenta un approccio sicuro per il piccolo paziente.
«Intervenire sul reparto di Neonatologia dell’Ospedale di Varese -a dichiarato Lidio Clementi – è stato un gesto sentito. Un gesto che, auspichiamo, possa permettere ai bambini nati da parti difficili di soffrire un po’ meno».
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