Consegnato il Pardo d’onore a Isao Takahata

Il collega Miyazaki, commosso e visibilmente emozionato, ha raccolto l'ovazione della Piazza, ricevendo il premio alla carriera dalle mani di Michel Ocelot

Agli organizzatori del Festival del film di Locarno non si potrà certo imputare di non avere il senso della suspence e dello spettacolo, se infatti la presenza di Isao Takahata sulla Piazza Grande la sera del 6 agosto era prevista da perecchio tempo, almeno da quando nel decidere il caledario relativo alla rassegna Manga Impact si era programmata la proiezione del suo celebrato Pom Poko, il cominicato stampa che assegna il Pardo d’Onore al regista e produttore giapponese data 6 agosto, ore 18,04.
Takahata, commosso e visibilmente emozionato ha raccolto l’ovazione della Piazza poco prima delle 22:00, ricevendo il premio alla carriera dalle mani di Michel Ocelot, un altro protagonista del cinema di animazione che aveva appena introdotto la proiezione del suo “Azur et Asmar” all’EX Rex, sede abituale delle retrospettive.
 
Se il nome di Isao Takahata potrà non dire moltissimo al grande pubblico, certamente di più potrà dire il nome del suo socio e collega di una vita Hayao Miyazaki, autore de “La città incantata” e co fondatore, assieme appunto a Takahata, della casa di produzioni Ghibli, quella che ha come simbolo il famoso “Totoro”, l’animaletto non meglio precitato che suscita simpatie in molti ed è ,da 15 anni almeno, uno dei marchi più apprezzati del cinema di animazione internazionale; di Takahata si potrebbero poi ricordare serie TV di notorietà globale, una su tutte, e per restare in Svizzera, Heidi che segnò tra l’altro la prima collaborazione con Miyazaki.
 
Come omaggio al regista giapponese il festival ha poi proposto, in seconda serata sulla Piazza Grande la favola ecologista “Pom Poko” che, a 15 anni dalla sua realizzazione, ha coinvolto il pubblico rimasto fino alle due di notte quando alcune decine decine di cinefili hanno ancora trovato l’entusiasmo necessario per accompagnarne la colonna sonora col battito ritmico delle mani.
Prima di Pom Poco tuttavia la serata si era mossa su temi ben diversi e, ancora, proponendo le parole “libertà e resistenza” affiancate al Festival del film e alla sua storia, a pronunciarle ‘stavolta, citando esplicitamente il discorso di apertura di Marco Solari, Veronica Ferres, Marga Spiegel nel film Unter Bauern – Retter in der Nacht, proiettato in anteprima mondiale sulla Piazza; film che racconta di una storia vera di banale eroismo della seconda guerra mondiale, nella quale una famiglia tedesca dimostra che, anche nel cuore del Reich, era possibile, magari per motivi banali, opporsi al nazismo salvando la vita di una famiglia di ebrei altrimenti destinata alla morte nei campi di sterminio.
Sul palco, accanto al regista e agli attori, due presenze straordinarie: Marga Spiegel, 97 anni, protagonista della vicenda e autrice del libro che la racconta e l’ultima sopravvissuta della famiglia che la aiutò, la più giovane degli Aschoff, coetanea di Marga, è ancora viva.
Le due donne hanno preso parte attiva alla realizzazione del film e la loro presenza ha dato alla proiezione uno slancio che, peraltro, la pellicola è stata ampiamente in grado di mantenere, affrontando il tema della memoria senza retorica e con un punto di vista nuovo, o quasi, quello della resistenza tedesca, non della celebre “rosa bianca” ma di quei pochi tedeschi che, pur non essendo veramente antinazisti, rifiutarono di seguire il fuhrer nei suoi crimini.
 
In conclusione vale ancora la pena segnalare un cambiamento nella giuria Opera Prima dove il regista messicano Enrique Rivero lascia, per non meglio precisati problemi familiari, e viene sostituito da Esteban Larrain, vincitore lo scorso anno del premio speciale della giuria “cineasti del presente” con, appunto, la sua opera prima, l’interessante ed originale “Alicia en el pais”, purtroppo non ancora visibile in Italia.

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Pubblicato il 07 Agosto 2009
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