La paura e i furbi
Faceva il proprio dovere. Semplici controlli sull’erogazione di contributi agricoli in una zona della Calabria e ha scoperto una gigantesca truffa ai danni dell’Inps. Ora quella donna, un dirigente dell’ente, vive sotto scorta. Lo racconta, con la solita attenzione dell’uso delle parole di cui è maestro, GianAntonio Stella sul Corriere di oggi.
Un giro di falsi documenti in cui "mogli, cognati, sorelle, fratelli, cugini, parenti e amici di uomini di rispetto si spacciavano per braccianti agricoli senza esserlo".
Contro l’attività della signora si sono levati focolai di protesta e lei deve ora vivere sotto scorta.
Sembra una di quelle solite storie di malaffare personale, in cui personaggi senza scrupoli cercano di trarre profitti in modo illegale.
Purtroppo non è così. O almeno non è solo così. Sta avanzando sempre più inquietante una sorta di assefuazione generalizzata a un andazzo che arriva quasi a "premiare" i furbi assolvendo chi ci "prova".
Il clima diffuso nelle ultime stagioni è contraddittorio. Da una parte si alimenta la paura dei cittadini approvando così provvedimenti di legge dettati dal presunto bisogno di sicurezza, dall’altro si cerca di far passare sotto silenzio ogni scandalo, anche quelli veramente inquietanti.
Chi si ricorda le ragioni per cui i telefoni di Tarantini vennero messi sotto controllo? Oggi si parla (poco per la verità) delle questioni delle prostitute e dei festini in casa Berlusconi, ma l’indagine aveva ben altri fondamenti.
La guardia di finanza iniziò una serie di controlli perché le spese per le protesi nell’Asl di Bari erano cresciute fuori da ogni controllo. Le intercettazioni confermarono un malaffare diffuso. C’è stata un crisi di giunta in Puglia e sono saltate diverse teste, tra cui quella del direttore generale dell’azienda sanitaria.
La vicenda è passata quasi sotto silenzio perché l’attenzione era, da una parte quella di incastrare il premier per la sua insana amicizia e frequentazione con Tarantini e il suo clan di prostitute, dall’altra, per ragioni esattamente speculari, quella di mettere a tacere una storia davvero troppo scandalosa.
È solo un episodio, ma mica uno qualunque. L’Italia sta lentamente scivolando verso una progressiva perdita di etica e di senso della responsabilità, dove i politici esprimono solidarietà ai manifestanti contro un "servitore dello stato" che altro non fa che il proprio dovere, e si ritrova così minacciata e sotto scorta.
Il continuo mettere in scacco lo stato di diritto produce un clima pericoloso che alla lunga può far saltare del tutto il "contratto sociale". Se a vincere è l’esasperato individualismo fatto di egoismi e interessi personali e particolari gli effetti saranno davvero tristi per tutti.
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