“Negare la libertà di culto è un grave attentato alla vita”
Alla conclusione del ramadan, il cardinal Tettamanzi fa avere i suoi auguri alla comunità musulmana. Le Acli: "Tempi maturi per una soluzione della questione del luogo di culto"
«Negare la liberta’ di culto e’ grave attentato». Riprendendo il messaggio di auguri dell’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi alla comunità musulmana, le Acli di Gallarate intervengono sull’annosa vicenda del luogo di culto islamico in città. «Negli scorsi giorni – scrive il circolo Acli cittadino – l’Arcivescovo di Milano ha voluto inviare un proprio messaggio di auguri in occasione della fine del periodo del ramadan. Questo messaggio è stato portato anche alla comunità islamica gallaratese in occasione di un incontro con la parrocchia, Mons. Carnevali e Don Alberti, responsabile della Diocesi e della città di Milano per i rapporti con l’Islam. Il cardinale Tettamanzi nel messaggio ritiene ‘un grave attentato’ negare la liberta’ di culto. ”Negare ad esseri umani la possibilita’ di nutrire lo spirito in conformita’ alla propria tradizione religiosa e’ uno dei piu’ gravi attentati alla vita e alla pace sul nostro pianeta”. Come cristiani ed associazione di Lavoratori riteniamo che questo abbia un concreto significato anche per la nostra comunità locale. Nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei nostri vicinati, in città viviamo ogni giorno a stretto contatto, dialoghiamo e collaboriamo con amici di altre culture ed altre fedi. Da ormai troppo tempo vediamo pero’ come le esigenze aggregative, di culto e di espressione religiosa della comunità islamica locale vengono disattese ed ostacolate».
Si parla del luogo di culto utilizzato durante l’anno, non ancora individuato in via definitiva, ma anche delle esigenze di aggregazione nel periodo del ramadan: «Anche quest’anno, nonostante richieste presentate per tempo all’Amministrazione Comunale, per l’affitto di uno spazio idoneo, pubblico o convenzionato (così come avviene per altre manifestazioni ed attività associative, culturali, politiche e religiose) per la celebrazione del ramadan, la soluzione non ha potuto essere altra che l’ospitalità da parte della comunità parrocchiale di Arnate, grazie alla sollecitudine di don Adriano e di Don Franco Carnevali».
Dopo un difficile confronto negli anni passati, nell’ultimo anno il rapporto tra amministrazione comunale e comunità islamica è apparso meno conflittuale, anche se una soluzione alla questione non sembra all’ordine del giorno. «Ci auguriamo che la maturazione delle consapevolezze sociali ed amministrative della nostra città possa presto consentire anche per la comunità islamica, un diverso modo di rapportarsi e la possibilità, anche attraverso l’occasione della ridefinizione del progetto urbanistico della città con il nuovo PGT (piano di governo del territorio) di individuare soluzioni consone e non conflittuali per il conseguimento del diritto costituzionale di libera espressione associativa e religiosa. Ci rifiutiamo di considerare invece posizioni irrazionali e provocatorie, purtroppo anche recentemente platealmente espresse da alcuni cittadini Gallaratesi, di rifiuto e di negazione dei diritti e del riconoscimento di questa componente ormai per altro ampiamente integrata nella nostra città. Invitiamo quindi ciascuno per le proprie responsabilità al necessario coraggio di rifiutarsi di rendersi succubi di queste posizioni estreme ed antidemocratiche, per il bene della convivenza ed il progresso della nostra città. Come esorta l’Arcivescovo, quindi, … cristiani e musulmani devono impegnarsi insieme ‘per vincere la povertà’ spirituale, materiale e culturale».
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