Cub Trasporti: “In Sea gia persi 879 posti di lavoro”
Il sindacato autonomo critica la gestione della società di gestione degli scali milanesi e proclama lo sciopero per il 9 novembre
Il sindacato autonomo critica la gestione della società di gestione degli scali milanesi e proclama lo sciopero per il 9 novembre
Il presidente di Sea Giuseppe Bonomi ha comunicato che intende richiedere il prolungamento della cassa integrazione oltre il marzo del 2010. Dai dati forniti da Sea, si può notare come si sono già persi quasi 500 posti di lavoro, che sommati ai 390 che nei prossimi mesi andranno in mobilità, si arriva a quasi 900 lavoratori in meno.
All’apertura della procedura di cassa integrazione, la Sea aveva comunicato un esubero di 900 lavoratori. Come si può quindi pensare ad altra cassa?
Se inoltre i dati del personale vengono confrontati con l’andamento del traffico passeggeri, appare evidente che la richiesta di altra cassa integrazione è solo un pretesto.
La logica che stanno percorrendo i vertici Sea, appare evidente;
Utilizzare tutti gli strumenti per ridurre il personale.
Con questa logica vengono poi affrontati tutti i problemi operativi. Con il risultato di aggravare continuamente i carichi di lavoro, l’esposizione ai rischi, e lo sfruttamento quotidiano della manodopera con infiniti straordinari, saltati riposi, negazione delle pause mensa ecc. ecc..
Chi si appresta a concedere il prolungamento della cassa integrazione, nei fatti accetta questa logica di Sea. Inoltre i lavoratori stabilizzati dovranno attendere la loro assunzione definitiva, non potranno fare cassa e saranno continuamente ricattati per fare straordinari e mancati riposi.
Contro questa filosofia Sea, che vuol far pagare la crisi ai lavoratori. Per questo come Cub Trasporti abbiamo proclamato un primo sciopero di 4 ore per il giorno 6 novembre 2009:
– Visto l’utilizzo da parte di SEA, simultaneamente della mobilità, della cassa in deroga, degli straordinari e dei mancati riposi ed in considerazione del prolungamento della cigs anche oltre il marzo 2010;
– Viste le condizioni di lavoro dei settori vitali, in cui i lavoratori sono costretti ad operare regolarmente sotto organico, con la conseguenza dell’aumento dei carichi di lavoro e spesso con attrezzature inadeguate;
– Visto la decisione di SEA di obbligare il personale ad orari mai concordati, con l’assegnazione di turni ed orari distribuiti in modo discriminatorio, con la conseguenza di evidenti differenze retributive tra i lavoratori;
– Visto che in SEA Handling, non vengono rispettate le proporzioni tra lavoratori part-time e full-time prevista dal CCNL, nonostante le numerose richieste dei lavoratori;
– Visto le palesi discriminazioni sugli orari tra lavoratori, con lavoratori costretti a rinunciare alla pausa pranzo;
– Visto la decisione della Direzione di SEA di non tutelare i lavoratori a ridotte capacità lavorative, con il solo scopo di costringerli o a lavorare in condizioni non idonee al loro stato di salute o all’auto licenziamento;
– Vista la decisione di SEA di utilizzare sistematicamente la politica dei provvedimenti disciplinari per imporre scelte non concordate con le OOSS;
– Visto il mancato riconoscimento professionale alle lavoratrici dell’area 1.
Cub Trasporti
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