Gaslini: “Sono cresciuti i profitti ma non i valori etici e culturali”

Il grande musicista si racconta in un libro intervista di Davide Ielmini. Sabato 17 ottobre Gaslini sarà ospite (con pianoforte) del Premio Chiara a Villa Recalcati

Nella foto di copertina (di Enrico Stefanelli) è ritratto come un re, ma a piedi scalzi e con i calzoni rimboccati sulle gambe. È una bella dichiarazione d’intenti, confermata nelle 114 pagine che seguono. Nel libro intervista di Davide Ielmini, Giorgio Gaslini non ha paura di mostrare le sue nudità.
Il suo rango nel panorama della musica è certamente nobile. È il riflesso di due anime: quella del musicista e quella del compositore, che nel libro vengono fuori in tutta la loro importanza. «Gaslini è due in uno»: è espressione del jazz contemporaneo di derivazione afroamericana e al tempo stesso è legato alla concezione europeista della composizione. Nel suo caso però il dualismo è riportato a unità perché il «re» è consapevole delle sue origini (e non le tradisce, piuttosto le supera) e del suo compito «politico-educativo». Per dirla alla Gaslini «la musica appartiene all’essere» e quindi tende alla libertà.
Ielmini, che oltre ad essere un giornalista è un musicologo (questo aspetto conta molto), riesce ad entrare nell’intima concezione musicale dell’artista. Domanda dopo domanda,  racconta una storia musicale ricchissima: dagli acerbi esordi milanesi degli anni Trenta alla recentissima direzione d’orchestra. Giorgio Gaslini ha suonato con i grandi del jazz in ogni angolo del globo. Una grande storia musicale, testimoniata nel libro da un ricchissimo apparato fotografico.
Il Maestro dimostra di avere uno spiccato senso della «pietà». Non esprime giudizi sui peggiori pianisti e non fa nomi: «Anche se lo sapessi non gli punterei il dito contro. In questo campo c’è chi si afferma, chi arrangia e chi …si arrangia. La selezione, dunque, è del tutto naturale».
Il vero artista sa comunicare e la chiarezza di Gaslini in alcune risposte è esemplare, soprattutto alle domande che necessitano di una visione di sistema. Come quella sul valore educativo della musica nel Bel Paese: «L’Italia ha tutto, tutti e di più in campo musicale rispetto ad altri paesi. Però deve valorizzare e sostenere questi valori. È un compito che deve essere assolto, in primo luogo, dalla classe politica e poi da quella neoborghesia che con la crescita dei profitti non è cresciuta in valori etici e culturali. Tanto meno artistici. E questo si vede e si sente».
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Davide Ielmini
"Giorgio Gaslini. L’uomo, l’interprete, il compositore. La musica raccontata da una voce fuori dal coro"
Zecchini Editore
Prefazione di Massimo Donà

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Pubblicato il 15 Ottobre 2009
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