Twister: le opere d’arte iniziano a viaggiare
Anche la GAM partecipa al progetto che farà trasferire tante opere tra i musei della Lombardia
Oggi è il giorno cruciale per la Rete dei musei della Lombardia per l’arte contemporanea. Viene infatti presentato alla stampa, e inaugurato il 3 e il 4 ottobre, il progetto TWISTER, un modello innovativo di alleanza virtuosa tra dieci musei lombardi, nato allo scopo di selezionare, esporre ed acquisire opere di arte contemporanea site specific / site related, progettate e prodotte ad hoc tramite un concorso internazionale.
Protagonisti dieci musei di arte contemporanea lombardi: il FAI con la Villa e la Collezione Panza di Varese, la Fondazione Stelline di Milano, la Galleria del Premio Suzzara (MN), la GAM Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate (VA), la GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, il MAM Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti (MN), il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio (VA), il Museo d’arte contemporanea di Lissone (MB), il Museo del Novecento di Milano e il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate (VA) hanno creato una rete operativa di incontro e collaborazione per implementare la valorizzazione del proprio patrimonio, sostenere i giovani artisti e favorire la conoscenza dell’arte contemporanea presso il grande pubblico.
Da una prima selezione di sessanta artisti (tra singoli e gruppi), attraverso varie altre selezioni, sono stati alla fine prescelti dieci nomi, la cui opera è completata e sarà acquisita dai dieci musei: Mario Airò, Massimo Bartolini, Carlo Bernardini, Loris Cecchini, Madame Duplok, Chiara Dynys, Lara Favaretto, Maik e Dirk Löbbert, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini.
Ad essi va aggiunta l’artista israeliana Ofri Cnaani, autrice di un intervento artistico in rete Dreams & Dramas, che coinvolge i dieci musei della rete regionale per mostrare ad un tempo l’unicità e la coesione del progetto TWISTER, rendendo visibile la rete dedicata all’arte contemporanea in Lombardia. Dieci videoinstallazioni site specific brevi e “gestuali”, strettamente legate all’identità e alle caratteristiche di ciascun museo per cui sono state realizzate, progettate per gli spazi di transizione e proiettate su vetrate visibili sia dall’interno e dall’esterno.
Gli artisti hanno realizzato un’opera studiata ad hoc per ciascuno dei dieci musei, non invasiva né monumentale, prodotta per essere stabilmente acquisita dalle collezioni permanenti di ciascun museo.
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