Leonardo Tarantino e il sogno di un sindaco leghista

Il carroccio lancia ufficialmente il suo candidato: "Siamo compatti nel sostenerlo. Noi abbiamo fatto proposte, il PdL non ha nemmeno risposto"

La Lega rompe gli indugi e annuncia il suo candidato per le elezioni comunali del marzo prossimo. Leonardo Tarantino ha già in testa i suoi "primi 100 giorni" da sindaco, se vincerà la sfida elettorale: «Ridurremo gli assessori e riformeremo l’apparato amministrativo, creando delle figure di riferimento per i cittadini, una sorta di "controllo qualità" sull’operato degli uffici» spiega il consigliere comunale leghista, ha visto ufficializzato ieri quanto, da mesi ormai, era sulla bocca di tutti.
 
Tarantino vanta un curriculum di tutto rispetto, sia a livello amministrativo che interno al partito. Nella La lega candida Leonardo Tarantino a sindaco di SamarateLega Nord è stato segretario della sezione di Samarate dal 2000 al 2003, nonchè, dopo un anno da commissario, segretario provinciale dal 2003 fino al 2006. In ambito amministrativo ha debuttato come consigliere comunale di Samarate nel 1997, con una esperienza ininterrotta fino ad oggi, ricoprendo anche l’incarico di presidente delle commissioni bilancio e diritto allo studio. È stato anche amministratore del Parco del Ticino, con delega alla biodiversità, «in pratica "assessore" dell’ente Parco». È stato anche membro dei CdA di Prealpi Servizi (2006) e dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese. «Ringrazio il segretario cittadino e i militanti per la scelta: spero che la fiducia che mi hanno dato sia ripagata dalla vittoria alle elezioni di marzo» spiega Tarantino. «Nella Lega c’è un gruppo che lavora, anche la lista che mi appoggerà è già pronta. Abbiamo idee precise sul modo di amministrare, non solo progetti di ampio respiro: un programma ambizioso ma reale, che fa i conti e dice dove troveremo le risorse». Poche però, ad oggi, le anticipazioni sul programma, «non vogliamo svelare le nostre idee prima del tempo». Anche se Tarantino ha già in mente una sua versione dei "primi 100 giorni" di berlusconiana memoria: «Vogliamo ridurre gli assessori, anche senza aspettare l’obbligo di legge che potrebbe essere introdotto. Certo non scenderemo a due, ma una riduzione la faremo. Attueremo una riforma dell’apparato amministrativo, introducendo delle figure di riferimento. Non un "assessorato ai rapporti con il cittadino", ma una forma di controllo qualità sull’operato dell’amministrazione e degli uffici». Gli altri punti del programma («più strutturali, rivolti alla valorizzazione del territorio», spiega il segretario cittadino Paolo Macchi) saranno svelati dopo gennaio, quando si entrerà in  campagna elettorale. 
 
Naturalmente non poteva mancare un po’ di pepe, dopo giorni di confronto animato tra il carrocccio e il resto del centrodestra. «La candidatura di Leonardo – chiarisce il segretario cittadino Paolo Macchi Lega Nord Samarate– è espressione condivisa di tutta la sezione di Samarate, sia dei militanti che dei simpatizzanti. Smentiamo dunque ulteriormente voci e attacchi venute da parti politiche che ritenevamo più serie». Una precisazione che arriva dopo la piccata risposta del PdL, che faceva riferimento anche a una scarsa coesione interna del carroccio. I rapporti politici rimangono più che mai tesi e la prospettiva di una convergenza dell’intera coalizione sul nome di Tarantino pare allontanarsi: «Abbiamo già avuto incontri con i rappresentanti del PdL e abbiamo dato indicazioni precise per aprire le trattative » spiega Macchi. «Non abbiamo avuto nessun riscontro da parte loro, neanche una telefonata. Se si vuole entrare in casa di un’altra persona, si suona il campanello, non si tira un sasso in un vetro…».  Dal punto di vista programmatico, la Lega condivide le proposte che il PdL ha presentato nella sua lettera. L’ostacolo rimangono le divisioni interne («Perchè due coordinatori? E ci sono voci di un cambio di coordinatore tra sei mesi») e il coinvolgimento di «persone dalla storia politica travagliata» e le trattative con liste estranee all’attuale centrodestra. Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, rispetto a quanto emerso in queste settimane. Il carroccio, per rispondere alle accuse di una linea politica difforme rispetto alle alleanze nazionali e regionali, ribadisce anche di avere il pieno avvallo da parte del segretario provinciale Stefano Candiani. «E poi loro trattano anche con l’Udc, che non fa parte neppure della coalizione di centrodestra» conclude caustico il consigliere comunale Giorgio Borghi.
   

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Pubblicato il 17 Dicembre 2009
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