Un meeting per salvare la Terra, senza perdere tempo

Per due settimane i decisori di tutto il pianeta proveranno a gettare le basi di una nuova economia, in grado di produrre senza distruggere

copenhagen summit della terraL’UNFCC è un organo dell’ONU specializzato nelle decisioni sui cambiamenti climatici. Lo scopo dei suoi meeting, comunemente definiti "Summit della Terra", è quello di definire delle regole che portino alla riduzione di emissioni dei gas serra. Il traguardo più importante e noto è stato il Protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel 2005 e in scadenza nel 2012. Proprio quest’anno a Copenhagen si dovranno gettare le basi del post-Kyoto, che dovrà essere deciso in tempi brevissimi (per il protocollo attuale sono stati necessari otto anni, ora ne avanzano tre). 

 
La conferenza di Copenhagen si svolgerà al Bella Center dal 7 al 18 dicembre, con la partecipazione sia dei paesi industrializzati, sia di quelli in via di sviluppo. Questo meeting non è iniziato nel migliore dei modi: lo scorso 14 novembre il New York Times ha rivelato la decisione del presidente Obama e di altri leader (probabilmente la Cina) di rimandare le decisioni vincolanti, per avere dati più sicuri sull’esito della crisi economica. L’Unione Europea, invece, ha provato a dare immediatamente il buon esempio, autoimponendosi ben prima degli incontri la riduzione delle emissioni del 20% rispetto al 1990, entro il 2020.

Altro tema di dibattito saranno vari sistemi di riduzione delle emissioni adottati e adottabili: il sistema di "compravendita" delle emissioni di CO2 (che ha creato un "mercato dello smog", che premia i paesi più virtuosi) introdotto dal protocollo di Kyoto dovrà essere valutato nella sua efficacia. Inoltre, dovranno essere valutati con accortezza i sistemi di geo-engineering, che provano a rispondere al problema dei gas serra non con la riduzione degli stessi, ma con la ricerca di sistemi per catturarli ed eliminarli: tra le proposte, più o meno fantasiose, ci sono la creazione di nuove foreste, la fertilizzazione degli oceani o persino il dipingere tutti i tetti di bianco o la creazione di specchi spaziali.

 
Tra proposte e allarmi Copenhagen avrà l’obiettivo, non meno ambizioso, di definire un tempo limite per il raggiungimento dell’accordo, convincendo tutti i paesi coinvolti a prendere parte all’era post-Kyoto. Un’era che, a partire dalla crisi finanziaria, proverà a creare una nuova economia non più basata sul consumo, ma sulla sostenibilità: la green economy.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Dicembre 2009
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