Consiglio comunale, approvata la delibera sul centro servizi

Si individua con variante al piano insediamenti produttivi lo spazio necessario all'interno della zona industriale, di cui la struttura sarà a disposizione. Tra le previsioni anche un albergo e il centro cottura da tempo richiesto

Il consiglio comunale di Busto Arsizio, nella sua prima seduta trasmessa in diretta sulla Web tv comunale, ha approvato la delibera che con una variante al piano degli insediamenti produttivi (Pip), individua l’area su cui sorgerà il centro servizi per l’area industriale di Sacconago. Vi potranno sorgere il centro cottura da tempo richiesto al servizio delle mense di aziende e scuole (ma che nel piano delle opere non è previsto prima del 2012), e ancora ristorante, bar, ufficio postale, sportello bancario, uffici comunali ad hoc, e ancora un posto di medicazione e un’edicola, nonchè un albergo per l’ospitalità di lavoratori "in trasferta" presso le aziende della zona. A realizzare il centro servizi, che sorgerà in posizione più centrale rispetto a quanto inzialmente previsto, dovrà essere un privato, che in cambio usufruirà di agevolazioni sugli oneri, oltre a gestirne alcune strutture. Nel discutere il punto, per il PD Alberto Grandi faceva notare che "finalmente" dopo un quindicennio le amministrazioni di centrodestra, pur non facendo una vera variante sul piano regolatore (risalente agli anni Settanta), si decidevano di fatto ad alterarne qualche previsione sfuggendo ad un certo spirito "sovietico" che ravvisava nell’antica pianificazione. Osservazione che dava il destro al sindaco per ringraziare il suo vice, l’assessore Giampiero Reguzzoni, per aver fatto passare la misura vincendo anche qualche perplessità dei tecnici comunali: contribuendo così a smuovere "una certa cultura dirigistica, conservatrice e ciapparelliana" (con buona pace dell’ex dominus dell’ufficio tecnico, l’arch. Ciapparella, già preso di mira ina ltre occasioni) degli uffici. "Spero comunque che questa non si riduca poi sulla stampa alla delibera del centro cottura", un elemento la cui realizzazione, per quanto auspicata e auspicabile, non ha per ora date sicure.

Fra gli interventi a tema libero dei consiglieri non è mancato uno di Alessandro Berteotti (PD) sulla questione delle cosiddette "cartelle pazze" per la Tarsu. "Ci sono tantissime cartelle per piccoli importi", osservava, facendo il caso specifico di una da alcune decine di euro giunta ad un’anziana 87enne che vive nelle medesima, identica casa dal 1946 e cui si contestava di non aver dichiarato due metri quadri di area. Sulle cartelle si legge che si può fare opposizione, ma in carta legale; diversamente, almeno in apparenza da quanto rispondeva in modo informale l’assessore Crespi su Varesenews. Nel dubbio "la gente si spaventa e paga" lamenta il consigliere democratico. Berteotti vorrebbe a questo punto sapere a quanto ammonta il totale delle cartelle, e avverte: "secondo me c’è un grosso problema tecnico per chi fa questi conteggi, questa strada che avete scelto (l’affidamento a società private del servizio di riscossione ndr) creerà problemi ai cittadini".

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Pubblicato il 15 Gennaio 2010
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