I tempi della Pedeomontana tra gli argomenti del question time

Sono stati diversi gli argomenti affrontati dal Consiglio Regionale. Oltre alle infrastrutture anche la crisi della Mangiarotti Nuclear di Milano e della Fiat Alfa di Arese

La prima seduta del Consiglio Regionale, dopo la pausa natalizia, si è aperta questa mattina con la discussione di diversi question time riguardanti, tra l’altro, la crisi aziendale della Mangiarotti Nuclear di Milano e della Fiat Alfa di Arese, la mancata attivazione del tavolo tecnico istituzionale per l’Ospedale Morelli di Sondalo, il decreto Ronchi e i tempi di avvio dei cantieri della Pedemontana.

 
Ospedale Morelli (primo firmatario Giovanni Bordoni, Pdl-Forza Italia) – Viene chiesto all’Assessore Luciano Bresciani come mai dopo oltre due mesi non sia ancora stato costituito il tavolo tecnico/istituzionale sul Morelli di Sondalo, anche per valutare la sussistenza dei presupposti per la costituzione di un’autonoma azienda ospedaliera e il suo riconoscimento come IRCCS. L’assessore alla Sanità ha spiegato che il ritardo è giustificato dalla mancata comunicazione a tutt’oggi dei responsabili tecnici che devono essere nominati da parte degli enti interessati a partecipare al tavolo (Provincia, Comune, Comunità Montana, Conferenza dei Sindaci, Asl, A.O Valtellina e Valchiavenna, sindacati).
Fiat Alfa Arese

Sul futuro occupazionale dei 232 lavoratori rimasti nello stabilimento Fiat di Arese e in cassa integrazione fino al prossimo 4 aprile, ha chiesto rassicurazioni Mario Agostinelli (Sinistra UAL), primo firmatario di una interrogazione che chiede alla Giunta regionale di intervenire per impedire lo smantellamento del polo produttivo di Arese e di sostenere il Progetto del Polo per la Mobilità sostenibile destinato alla progettazione, alla produzione e alla commercializzazione di veicoli con motori ibridi e a idrogeno. Il Vice Presidente della Giunta Gianni Rossoni ha evidenziato come l’amministratore delegato di Fiat Marchionne, in risposta alle sollecitazioni del presidente Roberto Formigoni, si sia impegnato a mantenere la produzione nella sede di Arese. Rossoni ha inoltre ricordato come entro primavera vedrà la luce il progetto di riqualificazione dell’area che prevede anche destinazioni legate a terziario, residenziale e commerciale, “così da rendere l’area più appetibile per nuovi insediamenti produttivi e industriali capaci di assicurare ricadute positive anche in termini occupazionali”. Nella sua replica, il capogruppo Agostinelli ha lamentato come non sia stato rispettato l’accordo iniziale che prevedeva una destinazione industriale per l’intera area, chiedendo assicurazioni perché venga garantito un futuro occupazionale in loco almeno ai 232 lavoratori rimasti.

Mangiarotti Nuclear – A portare all’attenzione del Consiglio regionale la situazione di crisi della Mangiarotti Nuclear di viale Sarca a Milano, è stato il capogruppo di Rifondazione Comunista Luciano Muhlbauer, che ha evidenziato come dallo scorso 21 dicembre la produzione sia completamente ferma e come l’azienda abbia esteso a tutti i 97 lavoratori la cassa integrazione straordinaria fino al 4 maggio. All’orizzonte si profila la chiusura dello stabilimento con la realizzazione di un nuovo polo nei pressi di Monfalcone, con conseguente rischio di perdita del posto di lavoro per chi oggi è occupato nello stabilimento milanese. Il Vice Presidente della Giunta regionale Gianni Rossoni ha sottolineato come la situazione della Mangiarotti sia “molto difficile”, anche perché per la tipologia di produzione legata al nucleare, l’azienda ha necessità di essere vicina al mare e in viale Sarca i costi produttivi sono diventati elevati. Inoltre, ha aggiunto Rossoni, lo stabilimento attuale sorge su un’area di proprietà del gruppo Camozzi, che ha intimato lo sfratto alla Mangiarotti. In ogni caso Rossoni ha assicurato che la Regione continuerà a cercare il dialogo e il confronto con la proprietà, cercando così di scongiurare la chiusura dello stabilimento milanese: un impegno considerato troppo generico da Muhlbauer, che ha chiesto invece fatti più concreti.

Asilo Bovisio Masciago (primo firmatario Mario Agostinelli, Sinistra UAL) – Il consigliere ha interrogato l’assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale Giulio Boscagli per sapere se è a conoscenza dell’operatodell’Amministrazione di Bovisio Masciago in merito all’asilo pubblico. Agostinelli ha spiegato che il comune ha preferito ristrutturare un vecchio edificio Asl non a norma, per inserirvi il nido, invece di utilizzare la struttura nuova e già a norma di legge, completata dalla precedente amministrazione. E questo con altissimi costi per le casse comunali. L’assessore ha replicato difendendo le scelte autonome del Comune, su cui la Regione non ha diritto di intervenire nel merito.

Garante dell’Infanzia (primo firmatario Monica Rizzi, Lega Nord) – L’Assessore Giulio Boscagli è stato sollecitato a dare attuazione al Garante a tutela dell’infanzia, istituito dal Consiglio Regionale nel 2009 in osservanza ai principi sanciti dalla Convenzione Onu del 1989 e di quella Europea del 1996. L’assessore ha sottolineato che la Regione sta aspettando l’approvazione della relativa legge nazionale, attualmente in discussione in Parlamento, e che avrà la finalità di coordinare i garanti istituiti a livello regionale. La consigliera leghista si è augurata un esito finale positivo entro la fine di questa legislatura.

Procedimento disciplinare contro un dipendente della Giunta – È stata Illustrata da Carlo Monguzzi (Verdi e Democratici) l’interrogazione sul “caso” del dipendente della Giunta regionale nei confronti del quale è stato assunto un procedimento disciplinare per aver pubblicato un libello dal titolo “Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia”. Alla questione – posta anche da Marcello Saponaro (Verdi e Democratici), Mario Agostinelli (Sinistra UAL), Giuseppe Civati (PD) e Luciano Muhlbauer (Rif.Com) – ha risposto il Vicepresidente della Giunta, Gianni Rossoni, sottolineando che quanto è stato addebitato al dipendente non è l’aver espresso giudizi sull’operato del movimento di CL ma di aver scritto che l’esecutivo ne sia condizionato nell’amministrare la Regione, diffondendo così discredito.

Pedemontana – Gianluca Rinaldin (Pdl-Forza Italia) ha chiesto all’assessore Raffaele Cattaneo di informare il Consiglio sull’ avvio dei cantieri della Pedemontana. L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità ha confermato che i lavori cominceranno il prossimo 6 febbraio, nel pieno rispetto dei tempi ed anzi con una accelerazione rispetto al programma originario. L’assessore ha infine ricordato gli ultimi passaggi: l’approvazione del progetto definitivo da parte del CIPE il 6 novembre scorso, la firma da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri il 5 gennaio. Complessivamente 203 giorni di iter contro i 784 che erano stati necessari per mettere a punto il progetto preliminare.
Decreto Ronchi

Il cosiddetto decreto Ronchi, ora convertito in legge, è stato oggetto di una interrogazione del PD (primo firmatario Francesco Prina). Partendo dal principio che l’acqua è bene comune e che la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato, il Pd ha chiesto alla Giunta di avviare iniziative a tutela dell’autonomia regionale, perché le norme attualmente in vigore mantengano la loro efficacia. L’assessore alle Reti e Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile  Massimo Buscemi ha risposto che nel corso dell’ultima conferenza Stato-Regioni, la Lombardia ha chiesto di poter modificare la normativa tenendo conto della specificità della realtà regionale.

 

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Pubblicato il 12 Gennaio 2010
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