A Cargo City gli stranieri si organizzano per il 1° marzo
Presidio permanente dei lavoratori delle cooperative, alcuni anche italiani, per sensibilizzare sull'importanza degli immigrati in Italia e nell'aeroporto stesso
Quanti saranno il primo marzo a partecipare alla manifestazione per i lavoratori stranieri ancora non lo sanno ma tutto dipende da quanti colleghi riusciranno a sensibilizzare per quel giorno grazie al camper che i sindacati Cub e Cobas hanno piazzato dal 23 febbraio al 28 davanti a Cargo City. A volantinare sono i lavoratori stranieri delle cooperative del carico e scarico, molti a casa da diversi mesi in attesa della cassa integrazione che non arriva mai. Qualche settimana fa la denuncia: «A Malpensa c’è una piccola Rosarno – aveva detto Renzo Canavesi dei Cobas – i lavoratori stranieri (ma anche quelli italiani) vengono sfruttati con turni massacranti e paghe da fame». Oggi il presidio permanente davanti a Cargo City.
«Sono in Italia da 16 anni, ho due figli e un mutuo da pagare che non riesco più ad onorare – racconta un cittadino marocchino – la vita sta diventando davvero difficile. In Italia ho fatto di tutto e ora sono senza lavoro da diversi mesi perchè la cooperativa per la quale lavoravo mi ha
messo in cassa integrazione ma non ho ricevuto ancora un soldo. All’Inps dicono che finchè la cooperativa non disbriga le pratiche necessarie non avremo niente». L’unica risposta in questo momento di grave difficoltà i lavoratori di Malpensa ce l’hanno dai sindacati che stanno organizzando anche la manifestazione del 1° marzo. Quel giorno, infatti, al terminal 2 ci sarà il corteo degli immigrati, la forza lavoro che fa andare avanti la parte più nascosta dell’aeroporto, quella che si fa carico del lavoro manuale più pesante.
I sindacati avevano denunciato lo sfruttamento messo in atto dalle due cooperative, la compravendita di posti di lavoro e il racket che ne consegue, gli stipendi al minimo sindacale che non bastano nemmeno a pagare affitto e bollette. Questa la realtà che sta dietro alle cooperative e questa è la realtà che denunciano i lavoratori. Il primo marzo saranno fianco a fianco i lavoratori stranieri e quelli italiani per riaffermare la dignità dei lavoratori che deve essere rispettata, siano essi cittadini italiani o di altri paesi, e per sottolineare l’importanza di questi ultimi in Italia oggi, con milioni di stranieri ormai fondamentali per far andare avanti l’economia italiana.
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