“È ancora crisi e molte aziende se ne vanno”

I dati sono preoccupanti secondo la Fiom Cgil, riunita nel congresso provinciale. Tra gli ospiti Giovanni Impastato. All'ordine del giorno la crisi e i problemi della rappresentanza

congresso fiom varese 2010 Dalla crisi le nostre imprese non sono ancora uscite. È questa la sensazione che emerge nei discorsi del sedicesimo congresso della Fiom Cgil di Varese che si è tenuto questo pomeriggio all’Ata Hotel di via Albani. In sala erano presenti anche il consigliere regionale del Pd Stefano Tosi e Giovanni Impastato, fratello di Peppino ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978. «Il contesto economico e sociale non è cambiato – ha spiegato nella sua relazione il segretario generale varesino Maurizio Canepari -. Si può dire semplicemente che è peggiorato e rischia di aggravarsi ulteriormente se non si interviene in tempo». Le preoccupazioni degli operai sono confermate dai numeri: «Nell’industria metalmeccanica varesina – prosegue Canepari – sono circa diecimila i lavoratori in cassa integrazione ordinaria e straordinaria. E fuori dalla provincia le cose non vanno meglio: dai dati Inps elaborati dalla Fiom nazionale nelle aziende metalmeccaniche lombarde le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono passate da circa 13,9 milioni nel 2008 a circa 147 milioni nel 2009». La crisi, secondo i dati presentati dal sindacato, è diffusa e non ha risparmiato nessuna area della nostra provincia, dal Luinese ai confini con Milano. «Sono aumentate le aziende in concordato, i fallimenti e le cessioni di attività – ha aggiunto il segretario della Fiom varesina – sono molte inoltre le imprese indebitate o sotto capitalizzate che in questo contesto hanno maggiori problemi finanziari e di accesso al credito. Inoltre abbiamo assistito al trasferimento di alcune produzioni dal Varesotto: alcuni esempi sono Piaggio che chiude Ternate e si sposta in Veneto, Brembo che chiude a Gallarate e va a Bergamo così come le Acciaierie Valbruna di Carnago».

congresso fiom varese 2010Come fare a uscire dalle difficoltà di questo periodo ancora non è chiaro: a livello nazionale i metalmeccanici chiedono una svolta nella politica economica con interventi mirati a sostenere la competitività del sistema produttivo italiano come incentivi fiscali, investimenti per la ricerca, l’innovazione e la qualità del prodotto. All’ordine del giorno inoltre c’è la questione legata alla rappresentanza e alla democrazia nel movimento sindacale. 

«I nodi fondamentali da sciogliere – ha concluso Canepari -sono la misurazione certificata della rappresentanza richiesta per partecipare alle trattative e firmare gli accordi, da calcolarsi sul numero degli iscritti e sui voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu della categoria. La certezza della possibilità di sottoporre al voto certificato dei lavoratori gli accordi, anche quelli nono condivisi da tutte le organizzazioni sindacali. Questi sono i punti fondamentali da definire per stabilire regole davvero democratiche all’interno del mondo del lavoro. Ricordo che su questi argomenti, al congresso territoriale della Fim dello scorso anno, l’amico Loris Andreotti aveva chiesto a Fiom di Varese di aprire un confronto. A questo confronto noi eravamo e continuiamo a essere disponibili anche oggi». Il congresso proseguirà nella giornata di domani, mercoledì 24 febbraio, con gli interventi di Antonio Ciraci, della segreteria Cgil Varese e di Giovanni Impastato in ricordo di Peppino sul tema del lavoro e della legalità oggi. L’intervento conclusivo sarà affidato a Fausto Durante della segreteria nazionale della Fiom. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Febbraio 2010
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