L’abbraccio di Malpensa per la Yamamay europea
Nella sala arrivi dell'aeroporto oltre cento tifosi con striscioni e bandiere per accogliere le campionesse di Coppa CEV al ritorno dall'Azerbaigian
All’inizio sono una cinquantina, poi pian piano il gruppo si infoltisce e intorno alle 14, quando finalmente le ragazze della Yamamay varcano la porta del salone arrivi dell’aeroporto di Malpensa, ci sono oltre 100 persone (tra cui qualche viaggiatore curioso) a festeggiare tra cori, striscioni e bandiere. Nell’attesa si ascoltano i racconti dei "reduci" di Baku, arrivati già in mattinata, che parlano di surreali corse in taxi e di militari in uniforme precettati per occupare le tribune del palasport… Poi spuntano le facce di Carlo Parisi e Maurizia Borri, stravolte dal viaggio e dalla felicità, e la festa può (ri)cominciare.
«Un’emozione unica, una gioia indescrivibile che penso resterà nel mio cuore per tutta la vita – confessa una commossa Barbara Campanari – perché a livello sportivo non avevo mai provato una felicità così grande. Siamo state brave come gruppo e come squadra, abbiamo espresso una bellissima pallavolo e battuto un’avversaria molto forte: il nostro obiettivo stagionale è raggiunto. Sono molto felice per Kim che è stata bravissima a gestire la tensione».
E proprio l’eroina della finale Mi Na Kim, subentrata a partita in corso all’infortunata Fernandinha (domani si valuteranno le sue condizioni), si concede per un attimo ai microfoni prima di ricevere un gigantesco mazzo di fiori: «È stata davvero dura, non è mai bello quando una compagna si fa male. Però le ragazze mi hanno aiutato, sono riuscita a entrare subito in partita e mi sono sentita a mio agio». Helena Havelkova sente ancora i… postumi della lunghissima serata di domenica («Abbiamo festeggiato fino alle 4») ma nella memoria ha soprattutto le immagini di sabato: «La semifinale è stata una partita incredibile, siamo state davvero grandi nel tie break: giocando tutte insieme con il cuore, e dando tutto quello che avevamo, siamo riuscite a recuperare lo svantaggio e a vincere in modo spettacolare gli ultimi 6 punti».
Federica Valeriano si conferma l’asso nella manica di Parisi per le sfide decisive: «Come altre volte è toccato a me e ho cercato di contribuire con quello che so fare, ma penso che in finale sia impossibile non farsi trovare pronti. Nel momento decisivo l’adrenalina è talmente tanta che concentrazione e determinazione sono sempre altissime, che si giochi o meno. La coppa era il nostro obiettivo e lo abbiamo portato a casa, è un grande successo per noi, per i tifosi, per tutti».
Resta pochissima voce a Carlo Parisi che commenta così la vittoria: «Siamo stanchissimi ma altrettanto felici. È stata davvero una bella esperienza sotto tutti i profili, sportivo e umano. Ce la siamo guadagnata soffrendo fino all’ultimo, è merito di tutto il gruppo che ha lavorato, dal presidente all’ultimo di noi, chi in silenzio e chi davanti alle telecamere, per far sì che oggi siamo qui a festeggiare questa giornata storica». Dai quarti in poi, molte volte si è temuto di non farcela, l’ultima proprio in finale nel momento dell’infortunio a Fernandinha: «Alla fine è stata la svolta positiva – spiega Parisi – quell’episodio ha un po’ liberato la squadra dalla tensione negativa che si era accumulata nell’attesa della finale, da lì in poi la squadra ha giocato più sciolta e non c’è stata più partita». E Francesco Pinto, ad di Inticom, avverte: «La nostra stagione non è finita qua…».
E proprio l’eroina della finale Mi Na Kim, subentrata a partita in corso all’infortunata Fernandinha (domani si valuteranno le sue condizioni), si concede per un attimo ai microfoni prima di ricevere un gigantesco mazzo di fiori: «È stata davvero dura, non è mai bello quando una compagna si fa male. Però le ragazze mi hanno aiutato, sono riuscita a entrare subito in partita e mi sono sentita a mio agio». Helena Havelkova sente ancora i… postumi della lunghissima serata di domenica («Abbiamo festeggiato fino alle 4») ma nella memoria ha soprattutto le immagini di sabato: «La semifinale è stata una partita incredibile, siamo state davvero grandi nel tie break: giocando tutte insieme con il cuore, e dando tutto quello che avevamo, siamo riuscite a recuperare lo svantaggio e a vincere in modo spettacolare gli ultimi 6 punti».
Federica Valeriano si conferma l’asso nella manica di Parisi per le sfide decisive: «Come altre volte è toccato a me e ho cercato di contribuire con quello che so fare, ma penso che in finale sia impossibile non farsi trovare pronti. Nel momento decisivo l’adrenalina è talmente tanta che concentrazione e determinazione sono sempre altissime, che si giochi o meno. La coppa era il nostro obiettivo e lo abbiamo portato a casa, è un grande successo per noi, per i tifosi, per tutti».Resta pochissima voce a Carlo Parisi che commenta così la vittoria: «Siamo stanchissimi ma altrettanto felici. È stata davvero una bella esperienza sotto tutti i profili, sportivo e umano. Ce la siamo guadagnata soffrendo fino all’ultimo, è merito di tutto il gruppo che ha lavorato, dal presidente all’ultimo di noi, chi in silenzio e chi davanti alle telecamere, per far sì che oggi siamo qui a festeggiare questa giornata storica». Dai quarti in poi, molte volte si è temuto di non farcela, l’ultima proprio in finale nel momento dell’infortunio a Fernandinha: «Alla fine è stata la svolta positiva – spiega Parisi – quell’episodio ha un po’ liberato la squadra dalla tensione negativa che si era accumulata nell’attesa della finale, da lì in poi la squadra ha giocato più sciolta e non c’è stata più partita». E Francesco Pinto, ad di Inticom, avverte: «La nostra stagione non è finita qua…».
Ad aspettare le farfalle a Malpensa non c’era il sindaco Gigi Farioli; presenti invece Luciana Ruffinelli e l’assessore allo Sport del Comune di Busto, Ivo Azzimonti. «Un’accoglienza eccezionale per questa squadra, che ha dato tanto alla nostra città. Sono felicissimo, è un momento veramente importante per Busto che è ai vertici dell’Europa: grazie alla squadra, ai dirigenti e ai tifosi». Celebrare il trionfo in casa, però, sarebbe stata tutt’altra cosa: «Indubbiamente sì – ammette l’assessore – ma oggi pensiamo a festeggiare, poi da domani vedremo di ripartire per ricostruire un rapporto che è sempre stato eccellente».
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