Napolitano firma il decreto, già oggi verrà utilizzato dai Tar
Il provvedimento è "finalizzato all' interpretazione autentica delle norme per la presentazione dei candidati", verrà utilizzato dai tribunali per decidere sui ricorsi delle liste escluse
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto interpretativo varato ieri sera dal Governo. Il provvedimento verrà già oggi stampato sulla Gazzetta Ufficiale e potrà essere utilizzato dai tar che dovranno decidere sul ricorso presentato dalla liste escluse dalla competizione elettorale per le regionali.
Il via libera al decreto è arrivato attorno alle 21,40, di ieri sera, due ore dopo rispetto l’ora fissata per l’inizio della seduta: un intervallo che è stato reso necessario per affinare il testo e renderlo compatibile con una valutazione positiva da parte del capo dello Stato.
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha spiegato che non è stata effettuata alcuna modifica alla legge elettorale e che «non c’è stata alcuna riapertura dei termini»: «Abbiamo dato un’interpretazione per consentire al Tar di dare applicazione alla legge in modo corretto».
Il decreto è composto da tre articoli: il primo, quello principale, prevede 4 commi. Il decreto, si legge nell’intestazione, è finalizzato all’ interpretazione autentica delle norme per la presentazione dei candidati.
In particolare, si fissa il principio secondo il quale chi si trova all’interno degli uffici elettorali del tribunale e può provarlo, ha diritto di presentare liste. Quanto alla verifica delle liste, la loro veridicità e la regolarità della loro autenticazione, non sono da ritenersi invalidate dalla presenza di irregolarità meramente formali come la mancanza o non leggibilità del timbro di chi autentica, dei dati relativi alla sua qualifica, della data e del luogo. Il decreto concede ventiquattro ore di tempo, a partire dall´accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale.
La candidata radicale Emma Bonino ha parlato di un decreto incostituzionale, «Ci ritroviamo adesso con un “decreto lista” incredibile che è chiaramente incostituzionale e pone rimedio, si fa per dire, ai due casi di Lazio e Lombardia".
Umberto Marroni del Pd ha parlato di «una pagina inquietante per la nostra Repubblica. Siamo allo spregio delle regole democratiche. Il decreto interpretativo appare un’evidente forzatura di un governo arrogante»
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