Un nuovo simbolo per il comune

Il sindaco: “Un piccolo gesto per continuare a ribadire l'identità territoriale, linguistica e culturale a cui apparteniamo”

Nuovo “marchio” per il comune di Morazzone. I dettagli sono spiegati dall’amministrazuione comunale
“Come avrete già potuto notare dai comunicati stampa inviati, il marchio del Comune di Morazzone è cambiato. Sotto la scritta che indica il nome del Comune trovate “Contado del Seprio”. Perchè questa decisione? Come mai questo nuovo nome? “ E’ un piccolo gesto per continuare a ribadire l’identità territoriale, linguistica e culturale a cui apparteniamo”, spiega il sindaco Matteo Bianchi.
Il Contado del Seprio è l’entità territoriale e storica che più rappresenta le radici morazzonesi.
Nel medioevo, era un vasto territorio che si estendeva dal lago di Como all’alto Milanese, dalle valli ticinesi al Verbano fino alle porte di Novara. Aveva come capoluogo Castel Seprio, reso importante dai dominatori Longobardi. Il centro di questo territorio si identifica oggi con la media valle dell’Olona, zona storicamente importante per la sua particolare posizione geografica rispetto a due vie di comunicazione: la prima dalla pianura padana verso Bellinzona, il Gottardo ed il Lucomagno, la seconda, pedemontana, collegava Aquileia in Veneto con Ivrea ed i passi alpini verso le Gallie. Queste strade, soprattutto la prima, vedevano il passaggio di mercanti e di pellegrini che sceglievano questa via per recarsi a Roma. La seconda, nota come Como – Novara, era scelta anche da chi desiderava attraversare il nord Italia da Est a Ovest per un itinerario poco pericoloso, forse verso le lontane mete orientali (Costantinopoli e la Terra Santa) o occidentali come Santiago di Compostela. Purtroppo non restano documenti scritti di questi passaggi, ma la presenza di strutture religiose, come i monasteri di Torba e di Cairate, di centri come Castiglione, Castelseprio lasciano pensare alla necessità di assistenza, di riparo, di scambio di una moltitudine di persone che vivevano camminando lungo le nostre strade.
Per quanto riguarda l’utilizzo del bilinguismo, bisogna ricordare che ogni comunità ha una propria lingua che è parte integrante della sua storia.
Le lingue locali infatti hanno avuto origine e si sono evoluti di pari passo con la cultura locale: devono essere considerati le lingue dei nostri avi e, come tali, anche un patrimonio prezioso da salvaguardare.
In un’epoca caratterizzata dall’omologazione culturale il diritto alla differenza si sostanzia anche nel diritto alla propria lingua ed alla salvaguardia del proprio patrimonio linguistico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2010
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