Il Mondo è nel pallone vol.5

Continuano a giungere i contributi deivaresini da ogni parte del mondo. Ettore Garancini ci racconta come i tifosi sudafricani e messicani hanno sofferto e gioito per il primo match di questi mondiali

E finalmente ci siamo. L’ inaugurazione dei Campinati Mondiali di calcio sta iniziando. Dopo aver cercato di entrare nello spazio deidcato al megaschermo a Kayelitsha, nella township di Cape Town, inutilmente, visto la folla che ormai ha riempito tutti gli spazi, ci dirigiamo in citta’. Dopo esserci consultati con altri amici italiani, decidiamo per il Waterfront, dove gli schermi e gli spazi sono piu’ numerosi. Appena arrivati nelle vicinanze veniamo circondati da una folla festosa, con tutte le bandiere delle rispettive nazionalita’, vuvuzela rumorose, vestiti e facce variopinte, anzi anche quelle rispecchiano la nazionalita’ dei singoli. Finalmente si parcheggia e ci dirigiamo nel centro del vecchio porto, oggi centro commerciale turistico. Chiaramente al principale megaschermo sono gia’ centinaia, se non migliaia le persone accalcate. Tutte festose, gioiose per l’ importante avvenimento.

Visitiamo la pistola annodata regalata da Buffon al governo sudafricano, che simboleggia un richiamo internazionale alla non violenza. Affiancate ve ne sono altre delle diverse squadre di calcio, tutte con lo stesso tema. Ma ecco un boato : che seuccede, e’ ancora presto per la partita. Inpunta di piedi guardiamo lo schermo che si illumina e il campo di Johannesburg viene inquadrato, contemporaneamente alle formazioni delle sqaudre. Chiaramente per il Sud Africa la folla e’ in delirio. Ma ecco spuntare insieme con le varie bandiere anche quelle messicane, mescolate ai supporter sudafricani. Grande calma e applauso anche alla squadra ospite. Ci accomodiamo in un bar elevato di un piano rispetto al livello stradale, ed ecco numerose anche le facce colorate con il tricolore e le bandiere italiane. Si fa subito gruppo, ma si decide di tifare Bafana Bafana, in quanto molti sono, come noi, residenti in Sud Africa.

Squadre inquadrate ed ingresso in campo : folla in delirio, cori, canti vari, sventolio di bandiere. Gli inni : come da richiesta, le vuvuzela si zittiscono, ma migliaia di persone in piedi a cantare l’ inno. E anche quando suonano quello messicano, non un fischio, non un disturbo, e la folla ancora in piedi.
Si comincia. Il tifo non e’ tipico degli stadi europei, ma molti cantano, ballano, e chiaramente le vuvuzela hanno ricominciato a suonare, percio’ grandi difficolta’ a parlare e sentire. Primo tempo abbastanza tranquillo, qualche attimo di terrore e panico per tiri in porta da parte dei messicani, grandi boati quando a tirare e’ la squadra di casa. Intervallo : beh, che c’ e’ da festeggiare, il risultato e’ ancora sullo zero a zero, ma la gente e’ felice, e le danze continuano. Ecco sbucare bandiere francesi e uruguage, questa sera tocca a loro qui a Cape Town. Ma anche inglesi, italiane, cilene, danesi, e altre ancora.
Secondo tempo : tutto nella norma fino al goal sudafricano. Boato, gente che si abbraccia, canti a squarciagola e vuvuzela a piu’ non posso. Solo un gruppetto di messicani ammutolisce, tutti gli altri si abbracciano, anche se quello che hai di fianco magari non lo conosci ed e’ di un’ altra nazionalita’. Poi un attimo di smarrimento : goal messicano. Niente di drammatico, I messicani in piedi a festeggiare, i sudafricani, dopo un attimo di silenzio, riprendono a ballare e cantare. Si va avanti cosi’ sino alla fine, eccetto il momento del palo preso da un attaccante sudafricano, quando la folla grida pensando alla rete, ma solo per un secondo, poi ricomincia con i soliti balli e canti.

Finita. Fischio di chiusura e la festa comincia : ma come nessuno ha vinto, pareggio, perche’ cosi’ allegri, niente rammarico per aver perso un’ occasione? No, e’ tempo di festa, quindi tutti in giro per la citta’ a sventolare le proprie bandiere, cantare i propri inni, insomma a gioire. E quello di bello che si vedono bianchi, neri, colorati, europei, asiatici e anche messicani tutti assieme, a bere e festaggiare, senza distinzione di razza, eta’, sesso. Non si e’ mai sentito un avvertimento di pericolo, niente hooligan, parola a noi sconosciuta, niente pericolo. E allora evviva il campionato di calcio e il Sud Africa, che ha dimostrato fairplay e dignita’.

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Pubblicato il 13 Giugno 2010
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