Il mondo è nel pallone

I nostri "corrispondenti" ci raccontano come si vive la vigilia dei Mondiali all'estero. Ecco le testimonianze da Francia, Usa, Sudafrica e Brasile

Tutto il mondo è paese, alla vigilia dei Mondiali? Scopriamolo insieme: VareseNews ha attivato i suoi "corrispondenti" dall’estero – blogger della piattaforma "Blogtrotter" e amici vari sparsi per il blog, e si è fatta raccontare per voi come si vivono le ore che precedono il calcio d’inizio di Sudafrica 2010. Buona lettura. 

nazionale calcio francia mondiale 2010QUI FRANCIA (di Luciano Miozzo da Parigi) – La memoria a volte fa brutti scherzi. I cugini non hanno ancora dimenticato (meglio: accettato) la sconfitta del 2006. Quello che è peggio, vivono l’espulsione di Zidane (qui visto come una specie di semi-divinità) come un torto enorme, quindi ai loro occhi avrebbero perso la finale a Berlino in modo del tutto immeritato. Non più tardi di due settimane fa ho risentito per la miliardesima volta questa versione dei fatti. Tenendo conto che a me del footbàll (come lo chiamano qui) me ne importa molto poco, immaginate con quanta gioia stia ad ascoltare questi sottili ragionamenti.
Per contro, i cugini mostrano in questi giorni una sorta di amnesia al contrario: nessuno o quasi parla dei mondiali o della loro équipe che giocherà proprio il giorno d’avvio. Non vedo molto entusiasmo e i motivi sono diversi. Il primo forse è dovuto all’ingloriosa qualificazione contro l’Irlanda (e di questo un po’ se ne vergognano), ma in generale non vedo nei francesi la stessa passione per i Bleus che sicuramente accenderà gli animi al di là delle Alpi quando giocheranno gli Azzurri. Tanti sono i motivi: dal punto di vista sportivo i Bleus non hanno molto brillato nell’ultimo decennio e in generale la loro immagine è un po’ offuscata. Infine l’affaire Zahia: a metà fra uno scandalo e una barzelletta, le vicende che hanno coinvolto questa procace ventenne (all’epoca dei fatti sedicenne) hanno gettato una cattiva luce su alcuni calciatori. Alcuni hanno direttamente rimosso i Mondiali incipienti e pensano già al 2016, quando sarà la Francia a organizzare i campionati europei e in molti pensano che quella sarà la prima vera possibilità di vincere qualcosa.
Bisogna aggiungere d’altra parte che la passione sportiva dei Francesi si riversa anche su altri sport: il tennis ad esempio (è appena finita l’ubriacatura di tennis del Roland Garros, molto seguito qui a Parigi) e molta della passione sportiva viene dedicata al rugby. Non saprei dire se i francesi preferirebbero vincere il Sei Nazioni o la Coppa del mondo, ma sicuramente la passione con cui vivono il rugby è notevole. Gli unici caroselli di macchine (modesti a dire il vero) che abbia visto qui erano per festeggiare la vittoria del Clermont, una squadra di rugby…
Di sicuro c’è una cosa: proprio oggi il mio amico L. (francese al 101%) mi proponeva di acquistare dei biglietti per vedere una partita. Di rugby. E che verrà giocata a novembre. Temo che se proprio vorrò vedere una partita del mondiale dovrò farlo a casa dei miei amici Italiani…
Allez les Bleus, Forza Azzurri!

nazionale calcio usa mondiale 2010QUI USA (di Paolo Pirani da New York) – Cercherò di essere breve nello spiegare le emozioni e le sensazioni di questo periodo di mondiali lontano dall’Italia. Sto soffrendo molto il fatto di non "sentire" il torneo. Essendo qui sono quasi completamente estraneo a tutti i dibattiti televisivi e non, che contraddistinguono il nostro paese prima di un evento calcistico di questa portata i quali volendo o nolendo ti proiettano in un clima febbrile e patriottico. Ho detto quasi totalmente estraneo perchè sto lavorando in un ristorante italiano dove c’è un miscuglio di compatrioti (non molti) e sudamericani (sono molti più loro), perciò ultimamente il discorso salta fuori ma è come se rimanesse in secondo piano perchè tutti sono molto più preoccupati a fare soldi piuttosto che pensare alla partita. Inoltre in questo momento mi preme di più che il Varese Calcio venga promosso piuttosto che l’Italia vinca il mondiale! Agli americani non importa nulla dei mondiali. Questa è la mia impressione.
Gli Stati Uniti si vedono come un impero quindi non è da pubblicizzare qualcosa (qualsiasi cosa) in cui non siano i migliori. Da notare che quando una squadra di basket o di baseball o di football vince un titolo lo speaker proclama i vincitori come World Champions.
Quello che ho notato stando qui in USA è che la gente parla e si interessa di qualcosa solo se la televisione in qualche modo li spinge a farlo (è un po’ così anche in Italia ma qui è mooooolto peggio). Durante i mondiali di calcio direi che la frammentazione culturale degli Stati Uniti si nota molto di più. Specialmente nell’area di New York, New Jersey e Connecticut e negli stati del sud infatti, non è difficile incontrare qualcuno che indossa una maglia di qualche nazionale del paese di origine, ma quasi nessuno indossa la maglia della nazionale americana.

mondiali calcio 2010 squadra sudafricaQUI SUDAFRICA (di Ettore Grancini da Stellenbosch) – Oggi parte il grande evento. Ormai la partita inaugurale dei Campionati Mondiali in Sud Africa è alle porte, questione di ore. Siamo veramente pronti e qui il paese vive attendendo il fischio iniziale con grande gioia, sventolio di bandiere di tutte le nazioni, magliette dei Bafana Bafana indissate da tutti, compreso il presidente Zuma. Facendo un giro tra le varie città che ospiteranno le partite, si vedono frenetici lavori, ultimi ritocchi, operai ancora al lavoro, ma al 95% le opere sono concluse.
Gli stadi sono ultimati e collaudati, anzi alcune partite di prova sono già state effettuate. I green, arrivati dai Paesi Bassi con i tecnici olandesi per far si che tutto sia perfetto, sono stati stesi sui campi.
Alberghi e strutture ricettive sono state ultimate o riammodernate, per dare il massimo comfort alle migliaia di persone attese. Tutti gli aeroporti sono stati ultimati, amplificando gli standard di sicurezza, creando nuovi spazi ricettivi e parcheggi spaziosi. Le infrastrutture, quindi autostrade e vie di comunicazione, sono le uniche ancora incomplete. Infatti i cantieri aperti sono abbastanza numerosi, soprattutto nell’ area di Johannesburg, ma i lavori, freneticamente, stanno andando avanti, e possiamo affermare che tra non molto saranno ultimati.
I supporters: questi rappresenteranno la vera incognita fino all’ ultimo istante. Infatti, mentre le città al Nord, come Pretoria, Johannesburg, Durban, hanno le unità ricettive al completo, Cape Town, Port Elisabeth e altri siti hanno ancora parecchie camere vuote, quindi per il momento il gran pienone non si sta verificando. La responsabilità viene additata al clima, ricordiamo che in Sud Africa saremo in pieno inverno, e che al Sud piove, e alla mancanza di gare importanti in alcune città. Se si guarda il calendario, infatti, i match più emozionanti e che calamitano più attenzione, saranno disputati nel Nord del paese. La fiducia però è molta, e si spera nei last minute. La popolazione sudafricana: ormai non c’è famiglia che non abbia comprato una vuvuzela, le rumorosissime trombette multicolori che caratterizzano il tifo calcistico sudafricano. Frenetici preparativi, con bandiere ovunque, specchietti delle auto addobbati con i colori del vessillo locale (anche qualche italiano ha comprato il supporto con il tricolore), strade incorniciate con messaggi di benvenuto, ovunque persone con magliette ufficiali dei singoli team, chiaramente quella gialla e verde del Sud Africa ha la maggioranza. In tutti i siti pubblici, banche, negozi, le magliette che supportano i Bafana Bafana sono indossate con orgoglio.
Insomma si respira il clima di festa, di attesa, di agonismo sportivo, molto sentito soprattutto nella popolazione di colore. Quindi che questi campionati siano benvenuti, che si giochi in un clima festoso, mischiando popolazioni provenienti da tutte le parti del globo, uniti in una nazione che viene soprannominata "Arcobaleno", proprio per il carattere sereno e multietnico che ci rappresenta. E chi vincerà o come andrà a finire nessuno lo puo’ sapere, ma per l’ impegno e la commovente voglia di gioia di questo popolo il Sud Africa ha già vinto.

mondiali calcio 2010 squadra brasileQUI BRASILE (di Manolo Marzaro da Salvador De Bahia) – Sono appena tornato dal Brasile e ho vissuto lì tutta la preparazione pre-mondiale. L’atmosfera è a dir poco frizzante perché i Campionati del Mondo coincidono con le feste Giunine che culmineranno con la settimana di festa a fine mese dedicata a San Giovanni. Se i verde-oro avanzeranno verso la finale sarà un vero delirio. L’intero Stato si ferma davanti ai Mondiali di calcio e la gente esaspera ogni sentimento che sia di gioia o di disperazione. Le televisioni, in questi giorni, migrano dal salotto alla strada e ad ogni angolo si incontrano gruppi di amici che guardano le partite. In questa zona infatti c’è molta povertà e chi ha la tv la condivide con il resto dell’isolato. I brasiliani però sul calcio sono anche molto esigenti. Ho visto fischiare il Bahia allo stadio mentre vinceva 2 a 0 solo perchè la partita non era abbastanza spettacolare. Per loro il nostro non è il calcio vero perchè è troppo difensivo anche se Brasile-Italia resta la partita della vita per tutti.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Giugno 2010
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