L’Insubrias Biopark può salvarci dai superbatteri
Crescono gli allarmi per nuovi batteri resistenti agli antibiotici. Anche grazie alla passata esperienza Lepetit, il centro di Gerenzano ha le tecnologie necessarie a primeggiare in questo settore
Ormai gli allarmi per i superbatteri resistenti agli antibiotici sono all’ordine del giorno. L’ultimo riguarda l’NDM-1, nuovo superbatterio proveniente, sembra, da paesi del sud est asiatico, resistente agli antibiotici e per questo ritenuto potenzialmente un grave problema di salute globale da scienziati e ricercatori internazionali.
Per questo la ricerca sugli antibiotici oggi è importante più che mai, e il centro di ricerca Insubrias Biopark di Gerenzano ha le carte in regola per primeggiare in questo settore. Il Centro può mettere a disposizione le proprie tecnologie e il proprio patrimonio intellettuale – oggi rappresentato da 172.000 estratti e 15.000 ceppi – per aiutare a proseguire tale ricerca.
“Vorrei lanciare un appello alla comunità scientifica italiana ed internazionale, un invito ad intensificare le ricerche nel campo della terapia farmacologica – dichiara il direttore di FIIRV, Dott. Andrea Gambini. La mia preghiera vuole da un lato chiedere alla comunità degli studiosi di unire le forze nella ricerca – ricordando anche l’importanza storica dell’Italia nello studio degli antibiotici – e dall’altro sottolineare che il Centro di Gerenzano può mettere a disposizione le proprie tecnologie”.
La Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita può vantare una grande importanza strategica nel settore farmaceutico grazie a vent’anni di esperienza, nei quali sono transitate dal Centro importanti aziende e gruppi di ricerca. Nella storia del Bioparco si individuano ricerche farmaceutiche decisive per lo sviluppo di antibiotici svolti dal Gruppo Lepetit (in particolare scoperte sulle molecole di Rifampicina e Teicoplanina) e successivamente dalla Biosearch Italia S.p.A. (sviluppo di due molecole anti-infettive quali la Ramoplanina e la Dalbavancina).
Il cardine delle attività di ricerca del Centro è basato sulla diversità chimica ottenuta da una delle più grandi collezioni esistenti al mondo di microrganismi produttori di principi attivi.
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