Dominguez: la storia del rugby arriva a Varese
Giovedì 18 dalle ore 20 il grande ex giocatore dirigerà l'allenamento della prima squadra e dell'under 20 biancorosse sul campo di Giubiano. Un'occasione unica per lavorare con uno dei massimi atleti azzurri di sempre
Si chiama Diego, è di origine argentina, il suo numero è il 10, è mancino e quando giocava calciava in maniera divina. La sua palla però non è rotonda e quindi non può essere Maradona: stiamo parlando di Diego Dominguez, uno dei più importanti giocatori che la nazionale italiana abbia mai avuto e domani sera – giovedì 18 – sarà a Varese per tenere un allenamento al campo sportivo "Levi" di Giubiano, tempio della palla ovale nella Città Giardino.
L’iniziativa è voluta dal Rugby Varese del presidente Stefano Malerba, che già in passato ha promosso serate simili in modo da dare ai propri tecnici e giocatori un’occasione per entrare in contatto con i grandi nomi di questa disciplina. Molti si ricorderanno infatti la seduta di allenamento guidata nell’ottobre del 2009 da John Kirwan, ex All Black ed ex commissario tecnico dell’Italia, ma anche lo stage effettuato sull’erba del "Levi" dalla nazionale "Seven" australiana lo scorso giugno.
Dominguez arriverà a Giubiano poco prima delle 20, orario fissato per l’inizio dell’allenamento che sarà aperto alla prima squadra biancorossa e alla formazione under 20; l’invito ad assistere alla seduta è comunque stato inviato anche a tutti i dirigenti e ai tecnici ma pure ai rappresentanti federali e delle altre squadre, nello spirito di collaborazione che sta animando il movimento ovale della nostra provincia che ha da poco varato la propria selezione giovanile attingendo ai diversi vivai che operano sul territorio.
CHI È – Classe 1966, nativo di Cordoba, Dominguez ha prima giocato per i "Pumas" dell’Argentina (2 partite internazionali) e poi ha ottenuto la cittadinanza italiana per via di una nonna di origine milanese. Con gli azzurri ha disputato 71 gare ufficiali segnando ben 959 punti grazie alla sua estrema precisione al piede. Nel ’95 fu grande protagonista dell’unica vittoria della storia della nazionale contro la Francia (realizzò 20 punti) mentre dal 2000 al 2003 è stato punto fermo degli azzurri nel VI Nazioni. Clamorosa la sua prestazione all’esordio nel torneo: 29 punti e vittoria contro la Scozia al Flaminio. A livello di club vanta otto scudetti equamente divisi tra le sue due squadre europee: 4 nel Milan-Amatori Milano, 4 con i parigini dello Stade Français.
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