C’è vita nell’universo? Il GAT riflette con un film
Lunedì 13 settembre il Gruppo Astronomico organizza una serata tra divulgazione scientifica e cinema, ospitata al Teatro Grassi
Tutti coloro che si interessano alla ricerca nello spazio di tracce di vita intelligente ricordano certe emozionanti sequenze che hanno reso celebre uno dei film più belli e discussi che siano mai stati prodotti, vale a dire “2001: Odissea nello spazio” (2001: A Space Odyssey), GB, uscito nel 1968, sotto la regia di Stanley Kubrick, con Keir Dullea. Nel Dicembre 2001 quel film (tratto da un romanzo dello stesso Kubrick) venne magistralmente ri-presentato agli appassionati del GAT (Gruppo Astronomico Tradatese) dal dott. Giuseppe Palumbo (grande esperto di cinematografia scientifica). La trama è nota: si immaginava che l’intelligenza e la coscienza del genere umano fossero legati ad un misterioso monolite scuro, che, dopo essere comparso ai primi ominidi, viene ‘riscoperto’ sulla Luna nel 2001 all’interno del cratere Clavius. Dal monolite parte un messaggio per l’ Umanità intera: quello di organizzare una spedizione attorno a Giove, laddove si trova la spiegazione sia del significato del monolite sia del senso stesso della vita intelligente. La missione, costituita da una grande astronave denominata Discovery, fallisce però senza riuscire a svelare il mistero del monolite. Ecco che allora, 16 anni dopo (1984), esce nelle sale cinematografiche il film USA “2010: L’anno del contatto”, di Peter Hyams, con Roy Scheider, Helen Mirren, Bob Balaban. La pellicola è il seguito di “2001: Odissea nello spazio” ed è tratta dal romanzo 2010 – Odissea Due (titolo originale dell’opera 2010:Odyssey Two), anch’esso scritto da Arthur Charles Clarke.
Inevitabile che il GAT affidasse ancora al dott. Giuseppe Palumbo il compito di presentare e commentare questa ‘seconda parte’ della storia, in un appuntamento fissato per Lunedì 13 Dicembre 2010, h 21 (CineTeatro P.GRASSI). Il film inizia dove finisce quello precedente e intende fornire, come il romanzo da cui è tratto, le risposte alle domande aperte dal primo romanzo di Kubrick, in particolar modo scoprire le ragioni del fallimento della precedente missione e svelare il mistero del Monolito. La pellicola affronta soprattutto il tema attualissimo della Vita Intelligente nell’Universo e mentre fornisce le risposte ad alcune questioni nate con il primo romanzo e con il primo film, pone poi nuove domande altrettanto misteriose sull’Universo, sulla Vita, sull’Intelligenza, sull’Uomo, su Dio.Il film ha inizio con una frase: “Mio Dio. È pieno di stelle” che è l’ultima comunicazione del Comandante della Nave Spaziale “Discovery”, David Bowman; subito dopo segue una sintesi introduttiva di ciò che è avvenuto nella missione precedente che poi, di fatto, è il Rapporto Finale della Missione redatto il 9 dicembre 2001 da Heywood Floyd, Presidente del Consiglio Nazionale di Astronautica. Il film si conclude con alcune riflessioni di Floyd il quale precisa di non sapere cosa sia in realtà il Monolito: se il messaggio di un’Intelligenza superiore oppure un ‘seme’ universale che stimoli in tutto il Cosmo la nascita della vita. Tanto è vero che le ultime immagini di questa storia sono quelle del satellite gioviano Europa, il quale riscaldato da due Soli, scioglie i suoi ghiacci e si riempie di vita … e tutto ciò avviene in presenza del Monolit .
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