Caserta di nuovo tabù, alla Cimberio non basta Fajardo

I campani partono forte e segnano 55 punti nel primo tempo. Nella ripresa Varese prova più volte il riaggancio trascinata da Fajardo ma la rimonta non riesce (92-80)

Dal nostro inviato – La Cimberio non replica i blitz vincenti di Treviso e Roma e si ferma (92-80) davanti a Caserta contro una squadra che aveva bisogno di convincere i propri tifosi per raddrizzare una classifica fino a qui poco brillante. A differenza delle altre cadute esterne della stagione però, Varese non affonda e anzi esce dal confronto con l’onore delle armi, pur pagando l’incapacità di sorpassare i padroni di casa nonostante i ripetuti tentativi. Purtroppo lo scenario che si sperava – ovvero la Pepsi contestata in casa – non si è materializzato, anzi: i bianconeri reduci da un confronto tra club, squadra e tifosi, sono scesi in campo con più energia rispetto alla squadra di Recalcati e infatti la prima parte di gara è stata tutta campana, con percentuali perfette (78% da 2 e 55 da 3 al 20’) e con Varese costretta a inseguire disperatamente, sotto una pioggia di 55 punti. Dopo l’intervallo la partita è cambiata, Recalcati ha fatto leva su un monumentale Fajardo (nella foto – leader in punti, rimbalzi e assist) ma quel che non è arrivato è stato il riaggancio nel punteggio: la Cimberio si è riavvicinata più volte ma è stata tradita dai propri tiratori. Rannikko e Kangur, Thomas e Goss hanno avuto più di un pallone buono per mettere paura a Caserta (Ere straordinario, Garri ottimo) ma non ci sono riusciti. Peccato perché con qualche colpo in più a segno staremmo forse parlando di un finale differente, invece ci troviamo di fronte a una sconfitta. Nulla di drammatico ovviamente, a patto che domenica prossima – quando a Masnago arriverà una Teramo sul fondo della classifica – l’approccio sia all’opposto di oggi. Recalcati ha già iniziato a predicarlo, in settimana bisognerà lavorare in questa direzione.
 
COLPO D’OCCHIO – Il PalaMaggiò spunta dal buio della periferia casertana ed è una perla per giocare a basket: caldo, pieno, ruggente di passione. Tra le quattromila voci bianconere spunta la coraggiosa rappresentanza varesina che si è sparata ottocento chilometri per sostenere la Cimberio seconda in classifica. Il frastuono, scandito da Welcome to the Jungle dei Guns ‘n’Roses si ferma solo per un minuto di silenzio per Gino Burkovich, ex arbitro veneziano. Poi è ancora tifo appassionato in un impianto che ha visto un solo successo di Varese, nel lontanissimo 1983.
 
PALLA A DUE – Slay (ex piuttosto applaudito prima della gara) e Fajardo sono i lunghi scelti da Recalcati per iniziare l’incontro mentre la regia è affidata a Rannikko con Goss in panchina. Pepsi che non può fare a meno dei “tre mori” Jones, Ere e Bowers anche se il gioco nasce dall’italianissimo Di Bella.
 
LA PARTITA – Sei punti di Garri marchiano il bell’avvio bianconero interrotto dai canestri di Slay (da 3) e Kangur; è un istante perché la penetrazione di Di Bella regala alla Pepsi il 13-5. Recalcati passa a zona e trova altri due centri dei lunghi (Slay-Fajardo) per il -3. Quando però i biancorossi perdono la palla dell’aggancio – sarà una consuetudine – Caserta scatta di nuovo con le schiacciate di Ere e Bowers che riaprono il divario fino al 25-14 dell’8’. Varese si rifugia in time out e ne esce con una tripla di Thomas che ridà un po’ di fiato agli ospiti. Al primo intervallo comunque comandano gli uomini di Sacripanti 31-23.
Si ricomincia con Slay che continua a fare bene ma quando Kangur e lo stesso Ron sbagliano due volte da fuori la Pepsi ne approfitta e tocca il 36-27. Entra Galanda (terzo fallo Slay) ma anche la sua tripla esce; in difesa il capitano respinge i primi tentativi di Williams che si becca un tecnico dopo una (giusta) infrazione di passi: Goss ringrazia e serve a Kangur la schiacciata del 36-32. La rincorsa è fermata dall’intenzionale a Goss che porta alle triple successive dello scatenato Ere (già a quota 19) e di Colussi con cui Varese cade a -18 con un parziale di 14-0. La fiammata biancorossa è tutta di Fajardo: 5 punti e un assist per Goss valgono il 50-39 e la sospensione di Sacripanti che blocca un po’ gli attacchi. Quando si ricomincia a segnare Garri e Fajardo non si tirano indietro ma lo spagnolo regala un possesso extra a 2” dalla fine del tempo che termina sul 55-42.
Si ricomincia con Fajardo ancora in palla e Goss che da tre punti fa il 57-49 e dà a Slay il pallone del -6. Caserta ora ha percentuali ben più basse: Sacripanti fa suonare un gong necessario e ringrazia gli arbitri che non fischiano due falli netti su Thomas e Goss. La Pepsi perde per qualche istante Di Bella dopo il suo canestro del +8 (botta al volto), quindi tocca ancora ai bomber Fajardo ed Ere muovere il punteggio. Al 28’ Thomas converte un passaggio lungo nella tripla del 64-60 ma Williams in area replica subito; Righetti chiude un “canestro più fallo” però due brutte scelte di Slay e Thomas ricacciano la Cimberio a -8 quando suona la terza sirena.
 
IL FINALE – Righetti ha due palloni buoni dall’arco ma li fallisce entrambe, Goss perde palla in attacco e così Varese vanifica tre occasioni interessanti per riavvicinarsi. Recalcati prova il quintetto basso (Fajardo pivot) contro Jones e Williams e trova la bomba di Thomas che vale il 73-67. Lo spagnolo è travolgente, segna in avvitamento ma fatica a contenere Williams in area, anche perché all’americano non vengono mai sanzionati i “tre secondi”. Servirebbe un attacco perfetto e invece Varese forza troppo, soprattutto dall’arco; Sacripanti perde Jones per falli con la Pepsi avanti di 9 e 3’ da giocare. Dopo due liberi di Kangur, Goss ha la palla del -4 ma il suo tiro viene sputato ancora dal ferro, così Di Bella punisce gli ospiti con quattro punti di fila che permettono di riportare il vantaggio in doppia cifra. Se Varese non muore è solo per merito di Fajardo che trova due centri dalla media ma non può bastare, anche perché il play azzurro in lunetta non ne sbaglia mezzo. Due folate di Goss servono solo a replicare ai liberi casertani ma una rimessa sbagliata a 30” dalla fine è il segnale della resa, pur a testa alta
 

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Pubblicato il 12 Dicembre 2010
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