“Nel 2011 ci sarà meno sicurezza per tutti”
I rappresentanti sindacali di Siap e Silp Cgil, spiegano i motivi della manifestazione delle forze di polizia, e rilanciano per la manifestazione del 13 dicembre prossimo davanti a Montecitorio
I rappresentanti sindacali dei lavoratori della polizia di stato, polizia penitenziaria, corpo forestale dello stato e Vigili del Fuoco, hanno indetto manifestazioni unitarie degli operatori in tutte le province d’Italia. Quello di oggi, 9 dicembre, è stato dunque solo l’assaggio. Il resto sarà servito il 13 dicembre prossimo a Roma. davanti a Montecitorio.Secondo il sindacato, sotto attacco non sono solo il mondo della scuola e della sanità, ma anche quello della sicurezza. «Dopo avere sopportato tagli su tagli al proprio bilancio – spiegano i rappresentanti provinciali di Silp-Cgil e Siap – è amaro constatare che non sono serviti a niente i tanti sacrifici e le tante rinunce fatte in questi anni, se il debito pubblico è aumentato. Ma il colpo che è stato sferrato alle forze di polizia nazionali e ai vigili del fuoco in questi giorni avrà l’effetto di limitare enormemente l’attività sull’intero territorio nazionale, e la conseguenza che dal 2011 ci sarà ancora meno sicurezza per tutti».
"Il colpo" a cui si fa riferimento è la votazione fatta in parlamento lo scorso 2 dicembre, quando il governo ha ritirato proprio l’emendamento al “Pacchetto sicurezza” che prevedeva “misure urgenti per il rafforzamento della funzionalità del ministero dell’Interno”, che avrebbe dovuto assicurare alle forze di polizia le risorse indispensabili per continuare a sostenere le proprie attività sul territorio. «Questa politica – continuano i sindacalisti – ha colpito duramente le forze di polizia con tagli per 2 miliardi e 700 milioni di euro, mentre a fianco della magistratura sferravano i colpi più duri alle organizzazioni mafiose. Eppure è stato solo grazie a queste operazioni che il Nord ha scoperto il dramma di essere sprofondato ormai da 20 anni nella palude mafiosa, proprio mentre questa stessa politica voleva impegnare le forze di polizia nella guerra ai “lavavetro”, e le sue “ronde” nel controllo del territorio».
Cio’ che contestano i sindacati di polizia è anche il raffronto con gli altri paesi europei in relazione ad alcuni progetti che definiscono «fallimentari» come quello di riorganizzare in forma moderna l’assetto delle forze di polizia militari e quello di rendere il 112 (numero unico per le emergenze) strumento per costituire finalmente una “cabina di regia” di una razionale azione di controllo del territorio esteso all’intera provincia, che per Legge è demandata alla Questura (Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza).
«Anche in campo locale il quadro è deludente – concludono i segretari di Silp e Siap – perché è rimasta “lettera morta” la nostra richiesta di stabilizzare gli 11 archivisti ed impiegati che sono indispensabili all’Ufficio immigrazione dove da 7 anni lavorano come precari, a cui invece a fine mese non sarà rinnovato il contratto: dovranno essere rimpiazzati con altrettanti Agenti e di conseguenza la Questura disporrà di 6 pattuglie in meno al giorno. E non è stata accolta la nostra proposta di fare del commissariato di Busto Arsizio il principale presidio di contrasto alla criminalità organizzata della provincia, e per questa ragione abbiamo scelto di manifestare in questa città».
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