Protocollo antimafia per la costruzione della nuova autostrada

L'amministratore delegato di Pedemontana Spa e i prefetti fi Varese, Bergamo e Como hanno firmato un documento per arginare le possibilità di infiltrazioni mafiose nei cantieri

E’ stato sottoscritto  questa mattina, lunedì, il Protocollo di legalità antimafia per il monitoraggio dei lavori di realizzazione della Autostrada Pedemontana Lombarda e delle opere connesse. Il documento è stato firmato dai Prefetti di Bergamo, Camillo Andreana, di Como, Michele Tortora, e di Varese, Simonetta Vaccari – rappresentanti le tre province interessate dalla futura autostrada – oltreché da Autostrada Pedemontana Lombarda Spa, da Cal Spa (Concessioni autostradali lombarde) e per accettazione da Pedelombarda.

«Una firma per garantire la legalità nella costruzione della più grande opera infrastrutturale che toccherà il territorio lombardo – commenta Salvatore Lombardo, amministratore delegato di Autostrada Pedemontana Lombarda Spa -. Un fondamentale strumento tra le amministrazioni interessate per contrastare al meglio eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa e per controllare e verificare il rispetto delle norme di sicurezza e la regolarità dei cantieri al lavoro. Un accordo che insieme all’adozione di misure di sicurezza anche più restrittive di quelle previste per legge ci garantisce di tenere la guardia alta».

«Siamo molto attenti, non vogliamo assolutamente avere niente a che fare con le mafie. Abbiamo volutamente innalzato il livello di attenzione e di responsabilità. Terremo gli occhi sempre bene aperti promuovendo anche una cultura della legalità che permetta a chi lavora nei nostri cantieri di operare al meglio – continua l’AD di Autostrada Pedemontana Lombarda Spa -. A nostro vantaggio abbiamo già il fatto che il primo lotto di Pedemontana, Tratta A, è stato aggiudicato a una cordata di aziende molto bene organizzate, imprese di sicura esperienza, e, quindi, questo ci facilita il compito. Il Protocollo di legalità antimafia sottoscritto oggi rappresenta dunque un ulteriore passaggio di cautela, necessario per bloccare le infiltrazioni».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Dicembre 2010
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